La Gallina

Inizio la mia presentazione, con una provocazione.

Che lo vogliamo oppure no... noi donne siamo tutte un po' galline.

Ci sono le galline ovaiole prolifere: molto ricercate dai galletti dedite alla prole e con un grande sogno nella vita, quello di metter su un pollaio...

Ci sono le galline ovaiole produttive: dedite unicamente alla produzione e alla carriera...

Ci sono le galline ovaiole prolifere produttive: rari esemplari che con grande maestria riescono a fare entrambe le cose con grande successo e che vantano pollai a 5 stelle...

Poi ci sono le galline ornamentali, ricercate da galli e galletti di tutte le razze ed età più che per le loro capacità produttive, soprattutto apprezzate per la loro bellezza e spesso per la spiccata stravaganza. Più che dedite all'uovo sodo... lo sono al culo sodo.... Tuttavia, raramente, vantano un pollaio fisso ma scorrazzano pavoneggiandosi di aia in aia...

E poi ci sto io... una specie rara e poco ricercata: la gallina intollerante.

Ex ovaiola produttiva, un po' ovaiola prolifera, rattrappita gallina ornamentale che di tale le è rimasto solo il colore dei capelli, proprietaria di un piccolo pollaio, felicemente accoppiata con un gallo, generale, più che mamma chioccia, grande cocchiatrice contro tutto e tutti, grandissima rompi uova ma più di ogni altra cosa... intollerante.

Non piaccio alla maggior parte delle persone, come del resto, la maggior parte delle persone non piace a me. Ho pochi amici e quelli che ho mi amano nonostante il mio coccodè irritante su tutto.

Sono un esemplare pieno zeppo di difetti che con l'avanzare dell'età sto imparando a smussare.

Ho pochi... pochissimi pregi ma che fortunatamente, a volte, riescono a coprire le mie mancanze.

Negli anni ho iniziato tante cose e altrettante non le ho portate a termine; mi sono inventata tante passioni che nel giro di giorni, settimane o al massimo mesi, sono morte; ho cambiato spesso lavoro... perchè dopo un po' non tolleravo più il lavoro, i colleghi e il capo; ho sognato tanto e realizzato pochissimo ma quel poco me lo tengo ben stretto vicino al cuore... il mio galletto, le mie 2 gallinelle, il mio pollaio con il mio piccolo giardino e il mio amore per la cucina, le piante e i fiori.


Credo di essermi descritta nel peggiore dei modi ma chi mi conosce bene, anche se scrollerebbe volentieri la testa nel leggermi, non potrebbe che confermare.

Dopo tanto cocchiare, rimediamo parlando seriamente di questa “gallina intollerante”.

Sono blogger dal lontano 2009. La nascita della mia prima bambina e i lunghi pomeriggi a cazzeggiare mentre lei dormiva per ore, mi avvicinano alla passione per la cucina. Apro il blog, socializzo con altre food blogger, la community pullula, si organizzano contest, vengo contattata da un paio di brand famosi e il mio piccolo sito prende il volo. Poi la seconda gallinella del pollaio fa il suo ingresso nella nostra vita e mi costringe proprio a fare come la brava mamma chioccia costretta a covare l'uovo. Otto mesi a letto, che mi allontanano da mestoli, pentole e pc per 4 lunghi anni; opto per fare quello che mi riesce meglio: la mamma. A condire la mia vita si aggiungono un'intolleranza al lattosio... e saltuariamente quella al glutine che elimino dalla mia vita per quasi 2 anni.

Quando sono pronta per rimettermi ai fornelli devo però fare una lunga lista degli ingredienti che non posso mangiare e in testa una vocina scassa palle eccheggia: “Ma chi te lo fa fare? Ma chi te lo fa fare?”. Gli ingredienti consentiti erano davvero pochi... quelli cecchinati avevano dato vita alla lunga lista nera. Lo stesso blog... il nome del blog sembrava una grande presa per i fondelli alla sottoscritta: PAN DI PANNA. Il sito era diventato come lo specchio della regina cattiva. Più lo guardavo e più non mi ci ritrovavo.

@SPORA scrive nel suo libro:


OGNI VOLTA CHE CAMBI VITA DEVI STARE ATTENTA A CHIUDERE PER BENE I PUNTI DI QUELLA PRECEDENTE, PERCHE' NON RIMANGA APERTA A GUARDARTI.


E Pan di Panna continuava a guardami.


Ci ho provato per un po' , ma mi sentivo come un ospite nella casa di qualcun altro e ci ho messo molto più tempo di quello che avrei previsto ma ho buttato la lista nera e ho fatto la mia lista personale della spesa. Ora ci sono ingredienti come la farina di riso, il latte vegetale, formaggio di soia e formaggio stagionato. E quando la spesa la vado a fare veramente ho l'abitudine di leggere le etichette. Ci perdo ore... spesso sono ridicola ma almeno so cosa mangio.

La mia pancia è diventata il mio laboratorio, la mia cavia. Ho testato di tutto. Ho provato cibi senza lattosio, cibi delattosati, senza glutine e vegani ed è sempre stata la mia pancia a espletare (in tutti i sensi) l'esito dei miei esperimenti. Quando andava male, non andavo in bagno per giorni, quando andava malissimo... il bagno era l'unico posto in cui potevo trovare da sedermi.

Per tutti i medici che mi hanno “studiata” sono sempre stata un caso strano e spesso, dopo l'ennesima visita, li ho garbatamente salutati ma in cuor mio, mandati a fanculo.

Medicinali, erbe e intrugli vari hanno sempre rappresentato un salvagente ma mai la cura.

Ho perso tanto tempo, e speso soldi... tantissimi soldi e in questi anni ho solo galleggiato nelle mie sconfitte.

Poi, un giorno, ho trovato la persona giusta che mi ha aperto gli occhi sul mondo del cibo e che quella era la strada giusta per ritornare a vivere con più serenità. Non rinnego nulla di quello che ho fatto e che ho passato perchè altriementi non avrei un bagaglio così carico di esperienza da portarmi appresso e da condividere con chi sta vivendo quello che ho passato io. Non rinnego... semplicemente volto pagina e riparto da dove ero rimasta con una nuova passione che "coltivo" in tutti i sensi. Una passione e un talento, quello per la piante, che non credevo di avere e che mi ha insegnato l'arte dell'attesa, della meraviglia e della semplicità.

Così con questa grossa valigia piena zeppa di esperienza ho chiuso a chiave la mia vecchia casa in Via Pan di Panna (come dice @SPORA, ho chiuso i punti) e ne ho aperta una da Gallina intollerante in un piccolo pollaio dove se vi fermerete a fare quattro chiacchiere vi accoglierò solo con una tisana al finocchio (che rilassa l'intestino) dei biscotti senza lattosio, all'ombra di un piccolo ulivo circandati dal profumo del gelsomino e del glicine.




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