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Acqua aromatizzata alla lavanda


L'acqua aromatizzata non può mancare nel frigo durante la bella stagione in cui tutto abbonda, dalla frutta, alla verdura fino alle erbe aromatiche. Io ne creo in continuazione e non mi limito alla sola frutta ma cerco sempre di inserirci anche qualche erba officinale. A volte abbino l'arancia con il rosmarino, altre volte la salvia con le more o spesso la menta con il limone. Tuttavia, la mia preferita, rimane l'erba luigia. 
Per quella che ho creato per AILI, invece, ho voluto azzardare con più erbe aromatiche, un pò come quella che una piccola taverna sui colli delle mie zone propone ai suoi ospiti prima del loro piatto forte. 
Non resta che lasciare andare la fantasia, prepararla qualche ora prima, riporla in frigo per poterla consumare fresca e perchè no? Metterne una bottiglia nel cestino da pic nic da sorseggiare mentre si mangia un sandwich o dei dolci scones seduti su un prato all'ombra di un grande albero.


Ingredienti:
2 rametti di timo
2 rametti di maggiorana
2 rametti di erba luigia
5 foglie di basiico
5 fiori di lavanda
1 limone
1 lt di acqua
1 cucchiaino di zucchero 

Raccogliere le erbe aromatiche fresche e lavarle delicatamente
Tagliare a metà il limone
Spremere mezzo limone nella brocca
Tagliare a fette sottile l'altro mezzo limone
Inserire tutte le erbe aromatiche nella brocca
Aggiungere l'acqua fino a riempire la brocca
Zuccherare
Mescolare delicatamente
Riporre in frigo per almeno 4 ore

Patate alla greca

 


Il limone... Questo piccolo scrigno che racchiude in sè tante proprietà.
L'uso che ne faccio io, di solito, è abbastanza elementare... ne faccio un'acqua aromatizzata con il limone tagliato a fette, messo in una brocca capiente con qualche fogliolina di menta fresca o di erba luigia, ricoperto di acqua e poi lasciato in frigo per almeno 4-5 ore prima di  dissetarmi nelle calde giornate estive.
C'è di meglio? Si... la mia versione delle patate greche. Provatele e poi le classiche patate al forno non saranno più le stesse.


Ingredienti:

500 gr di patate
succo di 1 limone
bucce di 1 limone
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di origano secco
sale qb
pepe qb
olio extra vergine di oliva qb

Lavare, sbucciare e affettare le patate a spicchi e tuffarle in una ciotola piena di acqua.
Spremere il limone e versare il succo in un mixer con la pari quantità di olio e frullare il tutto
Togliere le patate dalla ciotola, asciugarle e metterle in una busta capiente di plastica per alimenti aggiungendo il mix di olio e limone, le bucce del limone e  l'origano.
Riporre in frigo e lasciare marinare per 1 ora almeno.
Versare tutto il contenuto della busta in una pirofila avendo cura di eliminare le bucce del limone.
Salare, pepare e infornare a 190° per quasi un'ora (controllare la doratura)
A metà cottura, rigirare le patate.
Servire con una piccola spolverata di origano.


Bigoi co' l'arna

 


Questa ricetta nasce in una bellissima cittadina in provincia di Vicenza. Oggi, oltre a vantare una "festa", questo piatto si mangia in tutti gli agriturismi e nelle vecchie trattorie della provincia come piatto della tradizione contadina. 
Come è tradizione contadina il particolare formato di pasta dei bigoli. Una specie di grosso spaghetto ruvido, non bucato, dallo spessore di 3-4 mm, poroso per catturare il sugo e che i nostri nonni trafilavano con un torchio di bronzo girato a mano. Non credo che esista più nessuno di tanto intraprendente da farli a mano perchè oggi vengono comunemente venduti freschi in qualsiasi bottega di Vicenza.
Nelle case del vicentino, si preparano soprattutto tra i mesi di Ottobre e Novembre, ma non ne ho mai capito il motivo. Forse perchè parliamo di un piatto particolarmente grasso che contrasta i primi freddi della stagione? Non saprei rispondere; quello che sò è che la ricetta che avevo deciso di postare per AILI è quella ufficiale che non ammette modifiche, ma partire addirittura dalla cottura dell'anitra l'avrebbe resa troppo laboriosa e complicata, pertanto pubblico quella che ormai ha preso il suo posto in tutte le case del vicentino partendo da un classico macinato di anitra che non manca mai nelle nostre macellerie.

Ingredienti:

500 gr di bigoli freschi
500 gr di macinato di anitra
1 gambo di sedano
1 cipolla
1 carota
3-4 foglie di alloro fresco
1 spicchio di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
200 ml circa di acqua calda
qualche chiodo di garofano
sale
pepe
olio evo

Tritare la cipolla, il sedano, la carota e l'aglio e soffriggere in padella con un filo di olio, i chiodi di garofano e le foglie di alloro.
Aggiungere il macinato e lasciare cuocere per qualche minuto mescolando in continuazione.
Sfumare con il vino bianco e lasciarlo evaporare.
Aggiungere l'acqua calda, salare e peparare.
Dal momento del bollore, abbassare la fiamma al minimo, coprire con un coperchio e lasciare cuocere per almeno 3 ore.
Poco prima di terminare la cottura del ragù, portare a bollore abbondante acqua salata dove cuocere i bigoli per una decina di minuti.
Scolare i bigoli e servirli con il ragù di anitra.



La fougasse


Di pane, in qualsivoglia forma, ne ho sfornati tanti. Creare il panetto lasciarlo lievitare ore e ore, quasi dimenticandosi di averlo riposto in qualche angolo della cucina con sopra un canovaccio umido, affondarci le mani dopo la lievitazione per lavorarlo ancora sul piano di legno sporco di farina e non da ultimo, infornarlo e invadere la casa di profumo di pane; ecco, tutto questo è tra le poche cose che mi danno veramente una grande gratificazione in cucina. Ma c'è pane e pane; alcuni ti soddisfano anche quando ci affondi i denti ma, altri, dopo averci lavorato ore, anche un pò meno. Tuttavia uno dei miei pani preferiti rimane sempre lui, sua maestà, la focaccia.

Ed è un mondo tutto a sè è quello della focaccia. Ne ho mangiata tanta, tantissima nel mio ultimo viaggio in Toscana. Dire che mi piaccia è superlativo. E dalla Toscana alla Liguria il passo è breve ma il gusto della focaccia cambia completamente, nonostante le accomuni la versatilità.
Versatilità... invece, è un aggettivo che non posso dare alla focaccia provenzale francese, perchè, nonostante sia  un pane che non ha nulla da invidiare alle cugine italiane, vanta la sola eccezione che va mangiata da sola e possibilmente appena sfornata. Puro piacere...
Ho voluto scegliere questo pane per la caratteristica forma che alcuni attribuiscono alla spiga di grano e altri, come la sottoscritta, ad una foglia... magari, proprio quella dell'albero di ulivo.
Pertanto, quale migliore occasione di servirla se non proprio il giorno di Pasqua? 

Ingredienti:

300 gr di farina 00

100 gr di farina di tipo 1

sale 1 cucchiaino

10 gr di lievito fresco per 2-3 ore di lievitazione (oppure 5 gr per lievitazione lenta)

50 ml di olio

270 ml di acqua tiepida


in una ciotola mescolare le farine con il sale. A parte sciogliere il lievito nell'acqua che andrà aggiunta un pò per volta fino a formare un impasto liscio e omogeneo. Versare l'impasto sul piano di lavoro e aggiungere metà dell'olio indicato e impastare per 5/10 minuti. Infarinare l'impasto e lasciare lievitare in una ciotola pulita per 2-3 ore oppure tutta la notte con metà lievito (preferibile).

Riprendere l'impasto e dividere in tanti pezzi. Stendere con le mani abbastanza sottili e dare la forma di una foglia ad ogni pezzo da adagia su una teglia con carta forno. Lasciare riposare per 10 minuti. Riprendere le foglie, tirare leggermente pe assottigliarle senza togliere dalla teglia, spennellare con l'olio rimasto abbondantemente e con un coltello fare delle incisioni sulla foglia (per dare il senso della foglia) e allargare leggermente l'incisione centrale. Quindi salare leggermente.

Infornare a 220° per 20 minuti.

Focaccia di carote e ceci

 


La focaccia di carote e ceci è una ricetta leggera, con pochissimi grassi, soffice e soprattutto vegan e senza glutine. E' praticamente priva di grassi, ma se si desidera un risultato più focaccioso, basta ungere abbondantemente il fondo della teglia da forno o aggiungere qualche cucchiaio in più all'impasto. In alternativa, come ho fatto io, una volta raffreddata e tagliata a quadrati, l'ho farcita con olive e basilico, ma nulla vieta di aggiungere alici, pomodorini essiccati, formaggi (vegani) o insaccati. A casa è piaciuta così tanto che ha resistito meno di 2 ore sul bancone della cucina. Mia figlia più grande l'ha farcita con un formaggio spalmabile di riso, la piccola di casa l'ha mangiata mentre faceva i compiti e mio marito l'ha riposta in un contenitore e portata al lavoro per uno snack veloce. 
E anche questo mese, ricetta AILI fatta.


Ingredienti

300 gr di carote
300 gr di farina di ceci
200 gr di acqua
1/2 cipolla rossa
4 pizzichi di sale
3 cucchiai olio extra vergine di oliva
semi di papavero quanto basta
1 pizzico di paprika dolce

Pelare carote e cipolle, quindi tagliare a pezzi, inserire in un mixer e tritare finemente.
Trasferire il trito in una ciotola e unire 100 gr di farina di ceci e 100 gr di acqua e mescolare.
Aggiungere altri 200 gr di farina di ceci e la restante acqua e mescolare.
Dopo aver ben mescolato, aggiungere l'olio, il sale e la paprika.
Foderare una placca da forno e stendere l'impasto in uno strato di 2 cm e spolverare di semi di papavero.
Infornare a 180° per 15 minuti.
Cuocere a 200° in modalità grill per altri 15 minuti nella parte alta del forno.
Sfornare e aggiustare di sale e decorare a piacere.


Pizza con uovo al peperoncino


Il peperoncino? Cosa posso dire di questo ingrediente (scelto da AILI per questo mese) se non chè quando arriva la primavera, Nico non vede l'ora di andare al vivaio poco lontano da casa per riempirsi gli occhi delle mille piantine di peperoncino con altrettanti varietà di colori per scegliere quale coltivare nel giardino sul retro? In estate, questo angolo di casa, si riempie di piante aromatiche, tra profumati fiori di glicine e lavanda e meravigliose piante di peperoncino di un brillante verde smeraldo.
Lo scorso anno le cose non sono andate proprio bene, perchè un violento temporale ha distrutto praticamente tutte le piante, ma quei pochi frutti che è riuscito a recuperare sono stati sufficienti per aromatizzare l'olio fatto in casa per tutto il periodo autunnale e invernale, fino all'arrivo di una nuova primavera... e di nuove piante!

Ingredienti x 2 pizzette

250 gr di farina media forza
un pizzico di sale
200 ml di acqua tiepida
6 gr di lievito di birra fresco
1/2 cipolla di Tropea
olio d'oliva
1 bicchiere di passata di pomodoro
1/2 cucchiaino di olio al peperoncino Carolina Reaper
2 uova fresche 
origano 

In una ciotola mescolare la farina con il sale e a parte sciogliere il lievito nell'acqua che andrà aggiunta un pò alla volta alla farina fino a formare un impasto liscio e omogeneo da continuare a lavorare per 5 minuti sul piano di lavoro. Infarinare una ciotola pulita, infarinare l'impasto e lasciare riposare nella ciotola tutta la notte in frigo.

Il giorno dopo riprendere l'impasto e dividere in 2 panetti. Per ognuno dei panetti, stendere 2 dischi di pizza a mano lasciando i bordi alti e l'interno sottile e mettere da parte e lasciare riposare per 5 minuti su una teglia da forno ricoperta di carta.

Nel frattempo preparare la passata. Affettare mezza cipolla e rosolare in un tegame con un filo di olio. Quando la cipolla sarà appassita, aggiungere la passata di pomodoro, aggiustare di sale e lasciare cuocere per qualche minuto.

Riprendere le pizze, farcire con il sugo di pomodoro e infornare a 220° per 7 minuti.
Nel frattempo rompere le uova e mettere ciascun uovo in una tazzina di caffè (sarà più semplice da versare sulla pizza).
Trascorsi i 7 minuti, togliere le pizzette dal forno, versare lentamente un uovo su ciascuna pizzetta, salare, spolverare di origano e reinfornare per altri 7 minuti.




 

Salmone al miele con arance


Quando penso alle arance, penso al mio ultimo viaggio in Sicilia.
Penso al mio arrivo in questa terra dopo un lungo viaggio di 17 ore. 
Ripenso a come sono stata accolta.
Penso a quel bellissimo giardino affacciato sul mare dove ho raccolto dalla pianta una profumata e dolce arancia vaniglia.
Penso che in quel momento fosse la cosa più buona che esistesse al mondo. Miele arancione plasmato dal sole e dall'aria di salsedine.
Nella mia mente, compare sempre questo bellissimo ricordo tutte le volte che prendo in mano un'arancia. E' come prendere tra le mani quel dolce sogno chiamato "Sicilia" e ne sarò per sempre legata.
Forse, dalla foto, non rendo onore a questo agrume, ma posso assicurare che tutti, al primo boccone, mi hanno detto: "oddio che buono".
Grazie ad AILI per questo tuffo nella memoria.


Ingredienti per 4 persone

4 filetti o 4 tranci di salmone

sale

pepe

miele mille fiori

1 arancia vaniglia (va bene anche un'arancia normale non trattata)

aglio

olio d'oliva


Dopo avere lavato e asciugato i tranci di salmone, foderare di carta forno una teglia e adagiare il pesce. 

Tagliare a metà un grosso spicchio di aglio e passarlo sulla polpa del salmone, sale, pepare e spalmare sulla superficie un pò di miele.

Lavare e tagliare a fette sottili un'arancia e adagiare le fette sul salmone, salare nuovamente, passare la superficie di tutti i tranci con un fio di olio e infornare a 180° per 18-20 minuti.




Millefoglie di patate e merluzzo in teglia o scomposta


versione scomposta


Quando ormai si sono spente le luci sui pranzi del Natale ma la pancia è ancora piena, ci accingiamo all'ennesimo "pranzo conviviale", quello fatto di luccichii, di calici pieni di bollicine, quello che si protrae fino a mattina, tra abbracci (una volta) e fuochi d'artificio: il cenone di Capodanno.
La preparazione al Cenone ha sempre avuto, per me, un sapore diverso. Più intimo quello di Natale, eccessivamente sfarzoso quello di San Silvestro. Fatto di caldi maglioni con renne annesse uno, e di minigonne scintillanti l'altro. E così anche i piatti del cenone hanno rispecchiato questa mia predisposizione. Difficilmente mi rifaccio alla tradizione, tranne che nelle bollicine e ogni anno cerco di dare a questa cena un sapore diverso. Quest'anno andremo per il messicano. Ma questa è un'altra storia.
Per la ricetta AILI, invece, mi sono una pò contenuta e ho voluto seguire la tradizione che spesso vorrebbe il pesce sulle tavole di San Silvetro. Da buona vicentina, ho voluto portare in questo piatto un accenno di quello che è il piatto più tipico della mia provincia: il baccalà alla vicentina.  Per facilitare la cosa ho optato per il merluzzo fresco (rimembranze di quando ero piccola per farmelo mangiare) piuttosto che scegliere lo stoccafisso e aggiunto una nota moderna e soprattutto vegana.
Nulla a che vedere con l'originale ma in quanto all'essere buono posso andarne molto soddisfatta.



Ingredienti  per 2 persone

2 patate di media grandezza
olio evo
sale al rosmarino e timo
250 gr di merluzzo
sale
1 tazzina di latte vegetale di soia (senza lattosio)
1 manciata di parmigiano reggiano 30 mesi (senza lattosio >0,01)
sale 
trito di rosmarino fresco

Pelare le patate e tagliare a fette di 1/2 cm. Sciacquare le fette sotto l'acqua e sbollentare in acqua bollente non salata per 2 minuti.
Foderare di carta forno la placca del forno e disporvi le fette di patate senza che si accavallino. Spennelare di olio, salare con il sale aromatizzato e infornare a 200° gr fintanto che non saranno dorate.
Nel frattempo, cuocere in padella con un filo di olio, il merluzzo e coprire completamente con il latte fino a completo assorbimento di quest'ultimo. Spegnere il fuoco e aggiungere il parmigiano (a questa preparazione non va aggiunto sale perchè il merluzzo è di per sé un pesce molto salato)
Con tutti gli elementi a disposizione, assemblare il piatto, partendo con una fetta di patata, un cucchiaino di merluzzo e ripetere per altre 3 volte. Terminare con una spolverata di rosmarino fresco e un filo di olio. 

In alternativa, per un pranzo in famiglia, io ho optato per la classica millefoglie in teglia. 
Una volta pronti tutti gli ingredienti, ungere di olio una teglia e fare un primo strato di patate, procedere poi con il merluzzo, via via fino a riempire completamente la teglia e finire con il merluzzo. Una spolverata di parmigiano, un filo d'olio e in forno per 30 minuti, con grill per gli ultimi 5 fino a doratura. 


versione in teglia


 


Crespelle di castagne salate


Pieno autunno,  tempo di cose buone,  tempo di cose strong, tempo di comfort food che fanno bene all'anima e che sono conviviali, attorno ad un tavolo per il pranzo della domenica.

L'ingrediente di questo mese scelto da AILI è la castagna.

Di questo frutto amo 3 cose: andare nei boschi per raccoglierlo, sporcami le mani di nero per sbuccialo e abbinarlo in un piatto salato. Ed è quello che ho fatto.
Il risultato di questo piatto è qualcosa di sorprendente che cura la fame ma soprattutto l'anima.


Ingredienti:
180 gr di farina senza glutine
3 uova
450 ml di latte vegetale di soia senza lattosio e senza zucchero
250 gr di castagne
100 gr di gorgonzola senza lattosio (>0,01)
200 gr di guanciale a cubetti
1 bicchierino di grappa
4-5 foglie di salvia
100 gr di panna vegetale di riso senza lattosio
50 gr di grana senza lattosio (>0,01)
30 gr di burro vegetale senza lattosio
1 cucchiaio di pangrattato senza glutine
sale
pepe
olio evo

Incidere le castagne su di un lato per la lunghezza e sbollentare in acqua per 40 minuti dal bollore. Quindi sbucciare e tritare grossolanamente.
Sbattere le uova con un pizzico di sale, la farina e il latte versato a filo.
Con la pastella ottenuta fare le crespelle versando un mestolino di prodotto su una padella antiaderente già calda e spennellata di burro. Rivoltare dopo 30 secondi e cuocere ancora per qualche istante. Con la pastella si ottengono circa 15 crespelle.
Rosolare 150 gr di guanciale con la salvia tritata e quindi unire le castagne e sfumare con la grappa.
Unire il gorgonzola, 40 gr di grana e la panna e lasciare sul fuoco fino a completo scioglimento del formaggio.
Dividere il composto sulle crespelle e chiudere queste ultime a fazzoletto.
Disporre le crespelle su un piatto da forno e coprire con il guanciale rimasto, il grana, il pangrattato e un filo di olio.
Gratinare a 200° per 15 minuti al max.


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Morbido croccante alle arachidi salate

 


L'ingredienti che questo mese sceglie AILI è l'arachide. Quando penso a questo "frutto", anche se sarebbe corretto chiamarlo "seme", mi torna alla mente, inevitabilmente, il burro di arachidi, e quando penso al burro di arachidi, penso ai bambini e alle merende con il pane in cassetta, la marmellata di mirtillo e una generosa imburrata di questa meravigliosa crema.

Così ho cominciato a pensare ad una ricetta che doveva essere fatta apposta per loro. Una merenda che ad ogni morso ricordasse il morbido e dolce abbraccio della mamma, una di quegli spuntini appiccicosi da leccarsi le dita e che ti faccia dire "ancora... ancora". E così la croccantezza delle arachidi salate, la dolcezza del latte condensato, la morbidezza dei marshmallow, tenuto tutto insieme dal burro di arachidi, hanno fatto la magia.

Ingredienti per il croccante

300 gr di latte condensato vegano

450 gr di arachidi salate

300 gr di burro di arachidi 

4 tazze di marshmallow 

2 cucchiai di burro vegetale senza lattosio


Ingredienti per 300 gr di latte condensato vegano

200 gr di latte di soia alla vaniglia (oppure latte di soia + 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

200 gr di zucchero a velo

1 cucchiaino di amido di mais


Iniziare preparando il latte condensato vegano. In un pentolino mettere lo zucchero a velo con l'amido di mais e mescolare. Versare a filo il latte di soia e mescolare con una frusta per eliminare i grumi. Porre sul fuoco e cuocere per 20 minuti o fintanto che il latte comincia a diventare denso avendo cura di mescolare di tanto in tanto. Una volta pronto, versare in una ciotola perché si raffreddi.

Prendere una pirofila rettangolare da 30x20 circa e foderare di carta forno bagnata. Prendere metà delle arachidi e distribuire sul fondo e mettere da parte.

Con un coltellino affilato tagliuzzare a a cubetti della grandezza di una pepita i marshmallow.

In un pentolino fare sciogliere il burro vegetale, aggiungere quindi il latte condensato continuando a mescolare e il burro di arachidi. Quando la crema risulterà omogenea e lucida, spegnere il fuoco e aggiungere i marshmallow e mescolare per amalgamare il tutto (i marshmallow si dovrebbero sciogliere solo in parte)

Riprendere la pirofila, versare il contenuto del pentolino sulle arachidi, distribuire uniformemente e livellare.

Prendere ora la restante parte delle arachidi e distribuire sulla superficie della pirofila e schiacciare delicatamente con le mani.

Porre in frigo per almeno 1 ora e una volta raffreddato il tutto, estrarre dalla pirofila e tagliare a barrette.


Brioche senza glutine con uva e cioccolato


"Il sole, con tutti quei pianeti che gli girano attorno e che da lui dipendono, può ancora far maturare una manciata di grappoli d'uva come se non avesse nient'altro da fare nell'universo". (G. Galilei)
E se a questo meraviglioso frutto, oro degli dei, che racchiude tutti i colori dell'autunno, Galileo dedicava queste parole, io, invece, dedico questa ricetta: un pan brioche soffice come una nuvola, con uva bianca fresca e pezzetti di cioccolato fondente. 
E questa ricetta è tutta dedicata ad AILI


Ingredienti:
200 ml di latte vegetale senza lattosio 
2 tuorli
350 gr di mix farine senza glutine
3 gr di lievito fresco
1 cucchiaino di sale
60 ml di olio di semi di girasole
40 gr di zucchero semolato
1 fialetta di aroma vaniglia
1 grappolo di uva bianca
qualche cucchiaio di mix di farine senza glutine
8 cucchiaini di zucchero semolato
1/2 tazzina di olio di semi di girasole
pepite di cioccolato fondente senza lattosio (>0,01 di lattosio)
zucchero a velo qb

La sera prima, in una terrina, inserire il latte, i tuorli, il lievito fresco, l'olio, lo zucchero e la vaniglia e mescolare con una forchetta. 
Aggiungere un pò per volta la farina e amalgamando il tutto e da ultimo il sale.
Riversare tutto su una spianatoia e impastare (se necessario aggiungere altra farina) fino a formare una palla omogenea e liscia.
Adagiare la palla su una terrina ben infarinata, coprire con pellicola trasparente e lasciare lievitare tutta la notte.
La mattina dopo, riprendere l'impasto e stendere a forma rettangolare.
Tagliare 8 strisce uguali per il senso della lunghezza.
Spennellare ogni striscia con olio di semi e spolverare con un cucchiaino di zucchero semolato.
Lavare gli acini di uva, tagliare ogni acino a metà e togliere i semi.
Adagiare su ogni striscia 4 acini di uva tagliati a metà e qualche goccia di cioccolato.
Arrotolare ogni striscia e adagiare delicatamente su uno stampo per muffin preventivamente oliato e spolverato di farina.
Spennellare la superficie con latte vegetale e infornare per 30 minuti circa a 180° forno ventilato.
Sfornare, lasciare raffreddare e spolverare con zucchero a velo.
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Rotolo di fichi



Quando penso ai fichi mi vengono in mente 2 ricette; la marmellata di fichi che non manca mai sulla mia tavola della colazione e una pizza con prosciutto e fichi fatta tanti anni fa. Ora aggiungo questa, perchè l'accostamento salato con i fichi, soprattutto con l'aggiunta di un  formaggio (nel mio caso tassativamente privo di lattosio) è qualcosa di molto piacevole e dopo 2 prove ho trovato l'abbinamento perfetto, quello con il guanciale, il gorgonzola e i fichi. E questa ricetta è tutta per AILI's Food Blog.

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare vegana
8 fichi secchi (oppure 4-5 di freschi)
100 gr di guanciale tagliato a listarelle
4-5 rametti di timo fresco
8 cucchiaini abbondanti di gorgonzola dop (naturalmente privo di lattosio >0,01)
gherigli di 5 noci sminuzzati
olio evo
1 tuorlo d'uovo
sale aromatizzato alla salvia

Privare i fichi secchi del gambetto e lasciarli immersi nell'acqua per almeno 1 ora (solo se si usano fichi secchi).
Trascorsa l'ora, fare saltare in una padella il guanciale in un filo d'olio evo con i fichi tagliati a pezzettini e il timo, fintanto che il guanciale non diventa croccante.
Stendere il rotolo di pasta sfoglia.
Versare tutto il contenuto della padella sulla frolla nella fascia centrale per quasi tutta la lunghezza.
Distribuire i gherigli di noci e il gorgonzola con l'aiuto di un cucchiaino.
Chiudere il rotolo, sigillando le estremità e decorando a piacere.
Praticare sulla superficie dei fori con l'ausilio di uno stecchino di legno.
Spennellare la superficie con il tuorlo d'uovo e una spolverata leggera di sale aromatizzato alla salvia.
Infornare a 180° per 30 minuti circa.

Il buongiorno si vede dallo Smoothie



Nuova concessione della mia nutrizionista Giulia!!!!! Yuhhhhhh

Il sabato mattina mi è concesso uno smoothie per colazione e domani mattina mi aspetta questa cosa che dire prelibata è poco. La bellezza dello smoothie è che è di una semplicità assurda perché basta avere in casa 4 cose: 

dello yogurt (per quel che mi riguarda solo vegetale)

frutta (fresca e di stagione)

latte (anche qui ripiego sul vegetale e domani testerò la versione riso-cocco)

un mixer

il resto lo deve fare la vostra fantasia. Io ci aggiungo frutta secca, piuttosto di cereali oppure qualche scaglia di cioccolato extra fondente.

E mai come domani mattina avrò bisogno del mio smoothie, perché vengo da un mese molto intenso, dove mi sto concentrando su un progetto che, indubbiamente, comporterà dei cambiamenti alla sottoscritta, ma anche a tutto il pollaio. Ci sto sotto ormai da 4 settimane (poco direte voi.... dipende dalla fortuna) e mi sono posta come obiettivo di raggiungimento max, l'anno, dopo di chè non lo so, ma qualcosa farò. Non ne voglio parlare fintanto che non arriverò a dire "ci sono riuscita", tuttavia, questo fine settimana ho deciso di concedermi una pausa dai pensieri e ritornare ad essere una gallina ai fornelli. Nel weekend farò un pane senza glutine diverso, farò la focaccia gluten free, farò degli olii aromatizzati alle erbe aromatiche e alle spezie (che conto di postare insieme al sale già in uso) e andrò avanti con la nuova rubrica (work in progess) dedicata all'orto di aromatiche.

E nella speranza che la cucina sia terapeutica, auguro a tutti e a me di più un bel bel bel weekend. 

Dedico questa ricetta ad AILI come ricetta veloce del mese.


SMOOTHIE AI MIRTILLI E NOCI

Ingredienti per 1 persona:

1 yogurt di soia senza zucchero, senza lattosio (>0,01%) e vegetale

3 cucchiai di latte di soia senza zucchero, senza lattosio (>0,01%) e vegetale

3 fragole

una manciata di mirtilli freschi

1 cucchiaino di zucchero

3 noci


Dopo avere lavato la frutta e tenuto da parte 4-5 mirtilli, mettere tutti gli ingredienti nel mixer e frullare.

Lo smoothie è pronto. Versarlo in un bicchiere o in una ciotola e guarnire con i mirtilli tenuti da parte precedentemente  e i gherigli di noci.


Spaghetti con fiori di zucca, acciughe e taralli


Ho una ricetta del cuore che è quella delle linguine con acciughe e cavolo romano. E' un piatto che tradizionalmente si mangia a casa mia la vigilia di Natale. Questa versione, invece, assolutamente freschissimo, ma simile all'originale, vuole essere la versione estiva a quella Natalizia.  Mi ha sorpreso con la dolcezza della zucchina, i colori del fiore di zucca, la freschezza dell'acciuga e la cremosità del trito di taralli. Buona, bella, completa e conviviale... per una cena d'estate.
E questa ricetta finisce dritta, dritta nell'AILI's Food Blog




Ingredienti:
160 gr di spaghetti 
10 fiori di zucca
1 zucchina media
40 gr di taralli 
1 spicchio di aglio
8 filetti di acciughe sott'olio
olio extra vergine
peperoncino
sale
pepe
1/2 bicchiere di acqua calda
erba aglina fresca (oppure erba cipollina)

Pulire i fiori di zucca e tagliarli a listarelle. Mondare le zucchine e tagliare a cubetti
Tritare finemente i taralli e tostare leggermente in una padella. Mettere da parte.
In un'altra padella, rosolare lo spicchio di aglio con un pizzico di peperoncino e un filo di olio. Aggiungere quindi le acciughe, coprire e abbassare il fuoco fintanto che le acciughe non si saranno sciolte.
Unire la zucchina a dadini e cuocere con 1/2 bicchiere di acqua per 5 minuti circa.
A fine cotture aggiustare di sale e pepe, togliere l'aglio e aggiungere i fiori di zucca a fuoco spento e mescolare.
Nel frattempo, cuocere gli spaghetti in acqua salata avendo cura di tenere da parte una tazza dell'acqua di cottura.
Scolare e saltare gli spaghetti nel sugo aggiungendo l'acqua di cottura e i taralli tritati.
Impiattare con qualche foglia di erba aglina tritata finemente.


 

Pane senza glutine farcito di erbette e mandorle


Ricetta per AILI nr 2. Il tema di questo mese erano le mandorle. E cosa è venuto in mente alla sottoscritta? L'ennesima ricetta con il pane. In realtà è stata una bella idea perché questa pane è davvero molto, molto buono. Le mandorle non sono protagoniste solo nel ripieno, ma anche nell'impasto di questo pane senza glutine che ha stupito anche la sottoscritta alla quale il merito di avere finalmente capito come fare un signor pane gluten free. 

E a  volte basta veramente poco per creare un piatto unico e questo pane farcito ne è un esempio. Un pane con farina senza glutine e mandorle, farcito con erbette, parmigiano e mandorle tagliate grossolanamente che si presta per un pranzo veloce in ufficio o ancora caldo, per un brunch a fare da accompagnamento ad un uovo in camicia. 

E siccome mi è così tanto piaciuto, questa ricetta entra di diritto tra le "Ricette del cuore".



Ingredienti:

250 ml di acqua tiepida
6,50 gr di lievito fresco
300 gr di farina senza lievito + qb di farina senza glutine per impastare
100 gr di mandorle con la buccia
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio d'oliva
200 gr di erbette o spinaci gia lessati
4 cucchiai di parmigiano stagionato 30 mesi senza lattosio <0,01

Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida con il cucchiaino di zucchero e il cucchiaio di olio.
Tritare 50 gr di mandorle fino a ridurle come una farina. Unire l'acqua, la farina senza glutine e le mandorle ridotte in farina e impastare per non più di 5 minuti aiutandovi con altra farina senza glutine fino a ottenere un panetto omogeneo e liscio.
Ungere il panetto di olio, mettere in una ciotola, coprire e lasciare lievitare per almeno 3 ore.
Riprendere il panetto e stendere su una placa da forno.
Coprire tutta la superficie con le erbette preventivamente lessate, con i restanti 50 gr di mandorle sminuzzati grossolanamente e, infine, con il parmigiano.
Arrotolare l'impasto per formare un rotolo, sigillare le estremità e con un coltello affilato incidere la superficie con un taglio per il senso della lunghezza.
Coprire e lasciare riposare per altri 20 minuti.
Una volta tiepido, tagliare a fette.

Pandolce alle fragole


Come prima ricetta per AILI poteva andare meglio dal punto di vista fotografico; tuttavia non pecco di già visto e già fatto. Mi sono spremuta per bene le meningi nel pensare alla ricetta di questa mese che doveva avere come tema la FRAGOLA e alla fine ho pensato alla cosa che mi riesce meglio... il pane.
Ne è uscito questo pane dolce che va bene sia a merenda che a colazione e che mi ricorda tanto ispane fresco spalmato di marmellata alle fragole.
Detto ciò, posso dire che questo dolce, o questo pane... è stata una sorpresa. Mangiato tiepido è qualcosa di gudurioso anche per una Gallina Intollerante che non ama le fragole... In compenso le adorano le mie figlie...
p.s.: per i celiaci propongo la versione senza glutine che ho già testato e per il quale posterò la ricetta di seguito all'originale.

Ingredienti:

12,5 gr di lievito di birra fresco
1 + 1/2 di zucchero semolato
240 ml di acqua tiepida
340 gr di farina 00
1 cucchiaino di sale fino
3 cucchiai di olio di semi di girasole
10-12 fragole fresche
3 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di cannella in polvere
q.b. di zucchero a velo

Ho sciolto il lievito nell'acqua tiepida con n cucchiaino di zucchero e con l'olio di semi. Ho unito alla farina, aggiunto l'acqua e infine il sale.
Ho mescolato e impastato in una spianatoia per 10 minuti fino ad ottenere una palla di pasta liscia ed omogenea e l'ho unta di olio. Ho messo il panetto in una ciotola e lasciato lievitare per almeno 1 ora.
Nel mentre, ho mandato e tagliato a metà (o a quarti... dipende dalla grandezza) le fragole e le ho poste a macerare in una terrina con 2 cucchiai d'acqua e 2 di acqua. In una tazzina, invece, ho mescolato 1 cucchiaio di zucchero e il cucchiaino di cannella.
Ho ripreso l'impasto, schiacciato e modellato in una tortiera rettangolare unta di abbondante olio di semi e ho creato delle fossette con la punta delle dita. Per finire ho spennellato la superficie con olio di semi. Ho coperto con uno strofinaccio e lasciato lievitare per un'altra ora.
Trascorso il tempo della seconda lievitazione, ho ripreso fragole e impasto. Ho adagiato delicatamente le fragole sulla superficie dell'impasto e ho versato il succo della macerazione su tutto il pandolce spolverato con lo zucchero e cannella che avevo messo da parte.
Ho infornato a 230° per 15-18 minuti (attenzione perché lo sciroppo di fragole tende a rendere marrone la superficie del pane).
Una volta freddo, spolverare di zucchero a velo.

Ingredienti per PANDOLCE gluten fredd


12,5 gr di lievito di birra fresco
1  di zucchero semolato
270 ml di acqua tiepida
340 gr di farina senza glutine 
1 cucchiaino di sale fino
3 cucchiai di olio di semi di girasole
10-12 fragole fresche
3 cucchiai di zucchero semolato
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di cannella in polvere
q.b. di zucchero a velo

Unica variante sta nella lievitazione.
Entrambe le lievitazioni vanno fatte nella teglia rettangolare preventivamente unta di olio di semi.