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Crackers di semi


Ormai le provo tutte pur di non mangiare il glutine. A volte, spesso... è più forte di me e ci casco fintanto che il mio corpo (visto che la sottoscritta non sà farlo) non urla STOP. E il suo urlo è così chiaro che ne pago quasi sempre le conseguenze.

Tuttavia, ogni tanto, trovo qualche ricetta, di qualche cosa di sfizioso, che per una golosa come va, calza a pennello. E questa è proprio una di quelle ricette.


Ingredienti 

(il totale dei semi per la dose di farina indicata qui di seguito è di 140 gr; si possono usare tutte le combinazioni di semi che si preferiscono)

25 gr di semi di sesamo bianco

25 gr di semi di lino

40 gr di semi di girasole

40 gr di semi di zucca

10 gr di semi di chia

30 gr di farina di grano saraceno

2 cucchiaio di olio di semi

75 ml di acqua bollente

1 cucchiaino di sale fino (meglio se in fiocchi)


Mettere tutti i semi in una ciotola e aggiungere l'olio e la farina, mescolare con un cucchiaio di legno e quindi aggiungere l'acqua bollente fino ad ottenere un impasto bagnato ma denso.

Trasferire l'impasta tra 2 fogli di carta forno e quindi stenderlo aiutandosi con un mattarello. Spostare i 2 fogli su una teglia e rimuovere quello superiore.

Infornare per 55 minuti a 160° tenendoli sempre sotto controllo perchè non brucino.

Una volta cotti, lasciare raffreddare e quindi spezzettare con le mani.


Insalata di patate e fagiolini


Non la si può chiamare la classica insalata di patate e fagiolini perche è molto di più e il merito è della salsa fatta con maionese e senape. Il resto, meglio scoprirlo da soli.


Ingredienti x 4 persone:

4 patate medie

300 gr di fagiolini

4 uova

4 cucchiai di maionese

1 cucchiaio di senape

1 cucchiaio di olio evo

1 cucchiaio di aceto agrodolce

1 cucchiaio di acqua bollente

pepe bianco

sale

erba cipollina 


Pelare le patate, tagliarle a spicchi e cuocerle al vapore.

A parte, in una casseruola di acqua bollente salata, cuocere per 10 minuti i fagioli e quindi scolare in acqua ghiacciata perchè non perdano il colore.

Cuocere per 5 minuti le uova dal momento del bollore.

Per la salsa, unire la maionese, la senape, l'aceto, l'acqua bollente, l'olio, un pizzico di sale, una macinata di pepe e un pò di erba cipollina fresca tagliata finemente.

Nel piatta da portata, iniziare con i fagioli, poi le patate e per finire le uova tagliate a quarti. Condire con la salsa e servire subito.

Pizza o focaccia barese


Finalmente, dopo mesi, trovo il tempo di postare questa "pizza" dal sapore delicatissimo.


 Ingredienti:

2 patate medie cotte, private della buccia e schiacciate

260 ml di acqua tiepida

10 gr di lievito di birra fresco

250 gr di farina di grano duro

160 gr di farina di tipo 2

10 gr di sale

15 ml di olio

origano qb

1 lattina di pomodori pelati

sale


In una ciotola mescolare le farine con il sale e a parte il lievito con l'acqua da aggiungere un pò alla volta alla farina fino a formare un impasto liscio e omogeneo. Riversare l'impasto sul piano di lavoro, aggiungere le patate e l'olio e impastare per 5/10 minuti. Spolverare di farina e lasciare lievitare in una ciotola pulita per 3 ore a temperatura ambiente.

Riprendere l'impasto e dividere in 2 parti. Stendere a mano 2 dischi abbastanza alti e adagiare su 2 stampi rotondi ben oleati e regolare fino a riempiere gli stampi. 

Versare un filo di olio su ogni focaccia, quindi adagiare qualche pomodoro pelato intero da schiacciare leggermente. Spolverare di abbondante origano e infornare a 200° per 35 minuti.


Biscotti con uvetta e frolla senza lattosio


Segnare la ricetta era d'obbligo. TOP!!!!!

Ingredienti:

100 ml di olio di semi
100 gr di zucchero
1 uovo
1 tuorlo
300 gr di farina
1/2 bustina di lievito
70 gr di uvetta

Lasciare in ammollo l'uvetta per almeno 10 minuti.

In una ciotola mescolare zucchero e olio e poi aggiungere come indicato gli ingredienti secondo questo ordine avendo cura di mescolare bene tra l'uno e l'altro:
uova
farina setacciata
lievito setacciato
uvetta strizzata

Amalgamare il tutto fino a formare una palla liscia e omogenea e con un matterello stendere circa a 1/2 cm. Con degli stampini formare i biscotti e infornare a 180° per 15 minuti.


 

La paella


Per forza di cose devo ricordare questa ricetta che mi lega a lei non solo per quanto mi piace, ma soprattutto perché racchiude un ricordo. Quello di Vittorio. 

Vittorio era mio zio, fratello di mio papà e che tra tutti gli zii, maschi, (io ne ho avuti ben 12) è stato quello che ho amato di più. Aveva l'appartamento proprio sopra al nostro ma praticamente la sua vera casa era il garage, nel quale aveva ricavato una taverna, un bagno, una dispensa e una cantina con la porta rotonda a forma di botte e che mi ricorda, ora, una casa Hobbit. Quello era il suo meraviglioso mondo, dove esisteva solo il buon vino, gli amici e la paella, di cui era maestro. Quello che in realtà mi piaceva di lui, passioni a parte dettate da una grande personalità, era il fatto che quando arrivavo a casa (notte fonda a parte), lui era sempre la prima persona che mi accoglieva... anzi, accoglieva tutti. Era un pò il portiere dello stabile. Non gli mancava di scambiare una parola con chiunque entrasse da quel portone ma soprattutto era generoso di sorrisi a 365 denti che gli illuminavano gli occhi. Quando arrivavo, ficcavo la testa in garage e gli urlavo "zioooo..... i miei sono a casa?" e immancabilmente lui aveva la risposta pronta, perché nulla gli sfuggiva.

Quel portone ormai chiuso da anni, mi fa sentire ancora di più la sua mancanza e, irrimediabilmente, mi fa sentire la nostalgia della mia infanzia e della mia adolescenza. 

Motivo in più per amare tanto questo piatto. 

Tuttavia, da bischero quale era, lo zio si è portato con se anche il segreto della sua ricetta e quindi ho dovuto testarne qualcuna fatta da me prima di trovare quella che mi ricordasse quella che mi preparava lui, motivo per cui non ho esitato ad appuntarmela.

Ingredienti per 4 persone:

250 gr di costine di maiale tagliare a piccoli pezzi

200 gr di salamella

2-3 sovracoscie di pollo

300 gr di totani

1 kg di cozze

500 gr di vongole

7-8 scambi per guarnire

250 gr di riso parboiled

aglio

olio evo

sale

1 bicchiere di vino bianco secco

1 cipolla

1/2 peperone rosso

100 gr di piselli

1 bustina di zafferano

2 cucchiaini di paprika

pepe

prezzemolo

per il brodo:

1 cipolla

sedano

1 carota

1 pezzo di gallina


Almeno 3 ore prima preparare il brodo con sedano, carota, cipolla e gallina e fare cuocere per almeno 2 ore.

Nel frattempo, privare le sovracoscie della pelle e tagliare a piccoli pezzi. Tagliare anche la salamella a bocconcini.

Nella padella in cui si farà poi la paella, fare cuocere tutta la carne con un filo di olio. Ci vorranno 30 minuti al massimo. Una volta cotta, togliere dalla padella e mettere da parte.

Tagliare ad anelli i calamari e a metà la testa di quest'ultimi.

Cuocere le vongole e le cozze con una sfumata di vino bianco, qualche spicchio di aglio e coperte fintanto che si aprono. Sgusciarle tenendone da parte qualcuna con il guscio (sia vongole che cozze) per la guarnizione finale. Filtrare l'acqua e tenere da parte (sarà il brodo di pesce).

Affettare il peperone e la cipolla finemente.

Nella padella per paella mettere un filo di olio e fare saltare la cipolla e i peperoni, quindi aggiungere i totani, salare e cuocere coperto per 10 minuti circa.

Aggiungere il riso e tostare, quindi aggiungere un pò di brodo di carne caldo e un pò di brodo di pesce.

Aggiungere circa 3/4 della carne e mescolare per qualche minuto.

Aggiungere i piselli e cuocere per qualche minuto avendo cura di aggiungere brodo ogni qualvolta che il riso si asciuga.

Aggiungere cozze e vongole senza guscio e lo zafferano sciolto in un mestolo di brodo.

Continuare così alternando brodo di carne a quello di pesce quando il riso si asciuga.

Spolverare con generosità di paprika e assaggiare per regolare di sale.

A questo punto aggiungere ancora brodo di carne per non fare attaccare il riso alla padella e quindi disporre sopra il riso la carne avanzata, cozze e vongole con il guscio e senza toccare nulla, né mescolando, aggiungere ancora brodo e tutto il restante brodo di pesce.

Da ora in avanti, la paella non andrà più toccata ma a bisogno di potrà aggiungere un pò di brodo per portare il riso a cottura e lungo i bordi, tra riso e padella dovrà formarsi la famosa crosticina degli zuccheri che caramellano.

Una volta pronta, decorare con gli scampi precedentemente sbollentati, pepare, spolverare di prezzemolo e lasciare asciugare. La paella non va mangiata subito e non va mangiata bollente.




Sciroppo per la tosse homemade


Reduci di un'uscita al mare fuori stagione (ma il fascino del mare d'inverno è qualcosa di impareggiabile), a Camilla si è scatenata la tosse. Era tardi e con le farmacie chiuse mi sono imbattuta in questa "pozione" che non solo ha invaso di profumo di agrumi tutta la casa, che non solo è buona, ma soprattutto ha calmato la tosse per almeno 12 ore. 

Ingredienti:

500 ml di acqua

1 limone non trattato

7 foglie di alloro

un pezzetto di zenzero (io avevo solo quello in polvere e ne ho utilizzato 1 cucchiaino)

250 gr di zucchero


Pelare e affettare lo zenzero e lavare e tagliare a fette il limone.

In un padellino mettere l'acqua, il limone, lo zenzero e le foglie di alloro e portare a bollore.

A questo punto versare tutto lo zucchero, mescolare, e abbassare la fiamma per farlo sobbollire per 30 minuti o fintanto che il liquido si sarà dimezzato.

Filtrare in una bottiglietta, lasciare che raffreddi e quindi conservare in frigo.

Somministrare 1 cucchiaio al mattino e 1 alla sera.

Quiche di zucca e funghi


Tempo di zucca e tempo di funghi.
Per quel che riguarda la zucca, posso dire di esserne vorace, ma, ahimè, non posso dire la stessa cosa dei funghi. Ho un trascorso con questi "frutti del bosco" che mi riporta alla mia infanzia, alle vacanze estive in montagna quando spesso e volentieri si andava per boschi a raccoglierli, a quando la mamma, la sera stessa le puliva e li cucinava e prima di andare a letto li assaggiava. Passavo notti insonni al pensiero che il babbo non si sarebbe mai più risvegliato. Da quei ricordi nasce la mia "antipatia" verso i funghi diversi da champignon e porcino.
Negli anni non sono cambiata affatto, anzi, la cosa è peggiorata, ma questo non mi ha fermato davanti a questa ricetta... buonissima.

Ingredienti per la quiche:

1 rotolo di pasta sfoglia vegana

8 grossi champignon (o 15-20 di piccoli)

1/2 zucca

100 gr pancetta dolce a striscione

1 porro

salvia

appareil


Ingredienti per l'appareil:

1 uovo

2 tuorli

50 ml di latte vegetale di soia (senza lattosio)

200 ml di panna vegetale senza lattosio

2 cucchiai di parmigiano reggiano senza lattosio (>0.,01)

sale 

pepe

noce moscata


Affettare a rondelle il porro, pulire la zucca, eliminare semi e buccia e tagliare a spicchi non troppo sottili. Mettere il porro e la zucca in una teglia da forno con sale, un filo di olio e qualche foglia di salvia e infornare a 200° per 10 minuti.

Nel frattempo, pulire i funghi, tagliare la parte del gambo con il terriccio e tagliare in 4 parti. Trascorsi i 10 minuti, aggiungere i funghi alla teglia di verdure in forno e continuare la cottura per altri 10 minuti.

Nel mentre, preparare l'appareil. In una ciotola mettere l'uovo con i tuorli, salare, aggiungere la panna, il latte, una grattata di noce moscata e il formaggio (non è obbligatorio) e mescolare con una frusta.

Stendere la pasta sfoglia su una teglia rotonda, praticare dei fori sul fondo e distribuire le verdure e la pancetta come si preferisce. Per concludere, versare l'appareil  sulla teglia e infornare a 180° per 35 minuti circa.

Lasciare raffreddare prima di servire.

 

Avocado Toast


Ecco un piatto che mangerei all'infinito. Tre versioni di toast con avocado, buoni uno più dell'altro. Il mio preferito rimane sempre quello più fresco nella versione con i pomodori, ma non sarebbe lo stesso se non ci fossero stati anche gli altri 2.


Ingredienti:

1 avocado

9 fette di pane in cassetta senza glutine e senza lattosio

1 pomodoro cuore di bue

salmone affumicato

3 uova

sale 

olio

lime

pepe


Schiacciare la polpa di avocado con una forchetta tenendo da parte 3 fette e condire con il succo di mezzo lime, sale e olio e mettere da parte.

Tagliare i pomodori a fette e mettere da parte.

Spezzettare il salmone e mettere da parte.

In una padella con un filo di olio cuocere 3 uova all'occhio di bue avendo cura di salarli e peparli. Mettere da parte.

Tostare il pane da ambo i lati

Assemblare 3 fette di pane con:

crema di avocado e pomodori

Assemblare 3 fette di pane con:

crema di avocado, salmone e una fetta di avocado

Assemblare 3 fette di pane con:

crema di avocado e un uovo




Base torta dolce torta salata e Schiacciata di mele




L'autunno è arrivato e anche le se bollette sono andate alle stelle, nel weekend può scapparci di accendere un pochino il forno per fare uno strudel, piuttosto che una torta salata.
Da quando ho scoperto questa ricetta assolutamente senza latte, io uso solo questa base per lo strudel e se ho tempo, anche per fare la torta salata. 

Ingredienti

250 gr di farina 00
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
100 ml di olio di semi
100 ml di acqua bollente
1 recipiente porta alimenti con coperchio

questi ingredienti sono sufficienti per 1 base tonda + coperchio, oppure di 2 basi tonde oppure per una base rettangolare grande


In un recipiente comunemente usato per riporre gli ingredienti in frigo e non troppo piccolo, inserire la farina, il sale e il lievito. Chiudere il coperchio e mescolare.

Scaldare l'acqua alla massima temperatura fino al bollore e una volta mescolati gli ingredienti secchi, aggiungere di seguito l'acqua e l'olio. Chiudere il coperchio e mescolare prima in senso rotatorio per 30 secondi e poi energicamente dall'alto verso il basso. L'impasto è pronto. 

Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e poi con l'ausilio di un pò di farina e di un matterello, stendere delle dimensioni desiderate.

La base può essere farcita a piacere sia con ingredienti salati che con ingredienti dolci.
Qui di seguito una versione dolce.


SCHIACCIATA DI MELE

Ingredienti base

500 gr di farina 00
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di lievito per dolci
200 ml di olio di semi
200 ml di acqua bollente
1 recipiente porta alimenti con coperchio grande

Ingredienti ripieno

3 mele
10 noci
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di cannella in polvere


zucchero a velo


In un recipiente comunemente usato per riporre gli ingredienti in frigo e abbastanza grande, inserire la farina, il sale e il lievito. Chiudere il coperchio e mescolare.

Scaldare l'acqua alla massima temperatura fino al bollore e una volta mescolati gli ingredienti secchi, aggiungere di seguito l'acqua e l'olio. Chiudere il coperchio e mescolare prima in senso rotatorio per 30 secondi e poi energicamente dall'alto verso il basso. L'impasto è pronto. 

Lasciare raffreddare a temperatura ambiente e dividere a metà.

Stendere la prima metà il più sottile possibile e adagiare sulla placca del forno foderata di carta forno  con l'ausilio di un pò di farina e di un matterello.

Tagliare le mele a fettine sottili e adagiare sulla sfoglia lasciando un bordo di almeno 1 cm intorno. Farcire con le noci sminuzzate grossolanamente, spolverare con lo zucchero e infine con la cannella.

Stendere l'altra metà dell'impasto il più sottile possibile e coprire completamente la torta, piegando i bordi per sigillarli tra di loro.

Infornare a forno caldo a 170° per 30 minuti, sfornare, lasciare raffreddare e infine spolverare di zucchero a velo.




 



 

Dolce al limone


Alla faccia di chi è costipato nelle assolate spiagge italiane o in montagna in alta quota in affollati rifugi alpini... 

No in realtà a parlare è la mia noia. Questa noia che mi assale quando sono a casa in vacanza senza sapere cosa fare. Sono abituata a programmare le vacane estive sul finire dell'inverno (e la cosa mi diverte un sacco) tuttavia, questa volta, ho cambiato leggermente le mie solite abitudini poiché  le mie vere ferie sono state quelle dello scorso Aprile in una ventosa e solare Malta. Devo attendere ancora qualche settimana prima di fare ancora le valigie e partire per qualche giorno di relax; così trascorro il tempo in giro a comprare cose inutili e a casa a sfornare dolci che mi incicciottano (mentre scrivo c'è uno strudel in forno) scopiazzati dai tanti cuochi improvvisati della tv.

Questo dolce è davvero fresco per l'estate e non fatevi ingannare dalla panna che vedete perchè è tutto assolutamente vegetal, altrimenti come potrei mangiarlo? 

Ma detto ciò e in attesa di bruciarmi anche io al sole di una splendida spiaggia o sudare con lo zaino in spalla in alta montagna, auguro un buon ferragosto a voi vacanzieri con questo buonissimo dolce.


Ingredienti

5 uova

70 gr di zucchero 

la buccia di 1 limone

1 filetta di essenza limone

70 gr di olio di semi

50 gr di farina per dolci

500 ml di panna vegetale (senza lattosio)

250 gr di jogurt vegetale di soia al limone (senza lattosio)

limoncello qb


Dividere i tuorli dagli albumi e montare questi ultimi a neve. 

Aggiungere lo zucchero e continuare a montare.

Aggiungere 1/2 filetta di aroma limone e la buccia grattugiata di 1 limone e continuare a mescolare con una frusta a mano.

Incorporare i tuorli uno per volta continuando a mescolare.

Sempre mescolando aggiungere l'olio a filo e la farina setacciata.

Stendere l'impasto in una teglia 35x35 (circa) rivestita di carta forno e livellare con una spatola.

Infornare a 180° per 15 minuti.

A cottura ultimata della pasta biscotto, togliere dal forno, rovesciare, rimuovere delicatamente la carta forno e lasciare raffreddare.

Nel frattempo montare la panna (raccomando che sia fredda).

Aggiungere lo jogurt e la filetta aroma limone e continuare a montare.

Tagliare la pasta biscotto a strisce di 5 cm di larghezza e spennellare tutte le striscie con un pò di limoncello (non esagerare).

Spalmare una striscia di panna montata e arrotolare come una girella che andrà posta direttamente sul piatto da portata (la girella si deve vedere dall'alto).

Spalmare una nuova striscia che andrà arrotolata intorno alla girella precedentemente posta sul piatto.

Ripetere l'operazione con tutte le strisce fino a formare una grande girella.

Con la panna avanzata ricoprire tutta la girella sia sulla superficie che sui lati, lisciando poi bene tutte le superfici. Se si desidera decorare la torta con la panna rimanente e l'ausilio di una sai-à-poche.

Porre in frigo per almeno 4 ore prima di servire.


Rianata trapanese... versione Gallina






Ingredienti

500 gr di farina

300 ml di acqua tiepida

6 gr di lievito di birra fresco

4 cucchiai di olio evo

1 cucchiaino di sale

10 pomodori ciliegino

1/2 bicchiere di passata di pomodoro

70 gr di acciughe di cantabrico

1 spicchio di aglio

basilico artico qb

formaggio di capra stagionato 18 mesi (naturalmente privo di lattosio) grattugiato qb


Il giorno prima preparare l'impasto unendo tra di loro la farina, il sale, il lievito sciolto nell'acqua tiepida e l'olio. Impastare per almeno 10 minuti e riporre  in frigo a lievitare per tutta la notte coperto di pellicola trasparente.

Il giorno seguente estrarre dal frigo continuando la lievitazione per circa 4 ore. Un lievitato troppo freddo si lavora difficilmente, motivo per cui va tolto dal frigo qualche ora prima di stenderlo.

Riprendere l'impasto ed eseguire almeno 3 piegature. Coprire e lasciare lievitare ancora per un'ora.

A questo punto l'impasto è pronto.

Stendere con le dita (no matterello!!!!!) su di una teglia coperta di carta forno. Se necessario aiutarsi con un goccio di olio.

Tagliare a spicchi i pomodorini e condire con olio, sale, lo spicchio di aglio schiacciato, la passata di pomodoro e qualche fogliolina di basilico (ho scelto questo basilico perchè ha una fogliolina molto piccola e sottile, ma quello genovese avrà benissimo se spezzettato)

Riprendere l'impasto e disporre i filetti di acciughe sulla superficie equidistanti.

Distribuire la salsa di pomodori e passata su tutta la superficie e infine spolverare con abbondante formaggio grattugiato.

Infornare a 250° per 15 minuti.





Patate alla greca

 


Il limone... Questo piccolo scrigno che racchiude in sè tante proprietà.
L'uso che ne faccio io, di solito, è abbastanza elementare... ne faccio un'acqua aromatizzata con il limone tagliato a fette, messo in una brocca capiente con qualche fogliolina di menta fresca o di erba luigia, ricoperto di acqua e poi lasciato in frigo per almeno 4-5 ore prima di  dissetarmi nelle calde giornate estive.
C'è di meglio? Si... la mia versione delle patate greche. Provatele e poi le classiche patate al forno non saranno più le stesse.


Ingredienti:

500 gr di patate
succo di 1 limone
bucce di 1 limone
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di origano secco
sale qb
pepe qb
olio extra vergine di oliva qb

Lavare, sbucciare e affettare le patate a spicchi e tuffarle in una ciotola piena di acqua.
Spremere il limone e versare il succo in un mixer con la pari quantità di olio e frullare il tutto
Togliere le patate dalla ciotola, asciugarle e metterle in una busta capiente di plastica per alimenti aggiungendo il mix di olio e limone, le bucce del limone e  l'origano.
Riporre in frigo e lasciare marinare per 1 ora almeno.
Versare tutto il contenuto della busta in una pirofila avendo cura di eliminare le bucce del limone.
Salare, pepare e infornare a 190° per quasi un'ora (controllare la doratura)
A metà cottura, rigirare le patate.
Servire con una piccola spolverata di origano.


Acque aromatizzate... per tutti gusti

 


Per chi beve tanta acqua come la sottoscritta, l'acqua aromatizzata è davvero una buona alternativa oltre che un toccasana. Dissetante, fresca, dai mille gusti, ricca di vitamine... devo continuare?

Quello che serve per realizzarle è solo un pò di fantasia. Io amo abbinare la frutta alle erbe aromatiche, ma ce ne sono davvero per tutti i gusti e da servire in molte occasioni. Durante un aperitivo, nei caldi pomeriggi estivi, in una borraccia in ufficio o durante un fresco pic-nic. 

E poi, sono belle da vedere con il verde delle aromatiche e i colori vivaci della frutta sono un tripudio per gli occhi, specie se servite direttamente nella brocca in cui hanno riposato per almeno 4-5 ore in frigo con bicchieri pieni di ghiaccio.

Non resta che provare...

Quelle che propongo io sono 5 versioni che ormai sono un must a casa mia.


ACQUA AROMATIZZATA ALl'ARANCIA, LIMONE E ROSMARINO

Ingredienti:

1/2 arancia non trattata

1/2 limone non trattato 

2 rametti di rosmarino

1 lt di acqua

1 cucchiaio di zucchero


Tagliare a fette la frutta e inserire in una brocca con il rosmarino, lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.



ACQUA AROMATIZZATA CON MELA E CANNELLA

Ingredienti:

1 mela

1 stecca di cannella

1 cucchiaino di zucchero

1 lt di acqua


Sbucciare la mela e tagliare a fette. Inserire in una brocca con la stecca di cannella, lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.




ACQUA AROMATIZZATA DI MENTA E LIMONE (la mia preferita)

Ingredienti:

1 limone non trattato

5-6 cime di menta fresca (piperita o campestre)

2 cucchiaino di zucchero

1,5 lt di acqua


Tagliare a fette il limone e inserire in una brocca con la menta, lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.



ACQUA AROMATIZZATA DI ALBICOCCHE E LIME

Ingredienti:

3-4 albicocche

1 lime

2 cucchiaini di zucchero

1,5 lt di acqua


Tagliare a fette la frutta e inserire in una brocca con lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.




ACQUA AROMATIZZATA DI PESCHE ED ERBA LUIGIA

Ingredienti:

1 pesca

2 rametti di erba Luigia

2 cucchiaini di zucchero

1,5 lt di acqua


Tagliare a fette le pesche e inserire in una brocca con l'erba luigia, lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.





Bigoi co' l'arna

 


Questa ricetta nasce in una bellissima cittadina in provincia di Vicenza. Oggi, oltre a vantare una "festa", questo piatto si mangia in tutti gli agriturismi e nelle vecchie trattorie della provincia come piatto della tradizione contadina. 
Come è tradizione contadina il particolare formato di pasta dei bigoli. Una specie di grosso spaghetto ruvido, non bucato, dallo spessore di 3-4 mm, poroso per catturare il sugo e che i nostri nonni trafilavano con un torchio di bronzo girato a mano. Non credo che esista più nessuno di tanto intraprendente da farli a mano perchè oggi vengono comunemente venduti freschi in qualsiasi bottega di Vicenza.
Nelle case del vicentino, si preparano soprattutto tra i mesi di Ottobre e Novembre, ma non ne ho mai capito il motivo. Forse perchè parliamo di un piatto particolarmente grasso che contrasta i primi freddi della stagione? Non saprei rispondere; quello che sò è che la ricetta che avevo deciso di postare per AILI è quella ufficiale che non ammette modifiche, ma partire addirittura dalla cottura dell'anitra l'avrebbe resa troppo laboriosa e complicata, pertanto pubblico quella che ormai ha preso il suo posto in tutte le case del vicentino partendo da un classico macinato di anitra che non manca mai nelle nostre macellerie.

Ingredienti:

500 gr di bigoli freschi
500 gr di macinato di anitra
1 gambo di sedano
1 cipolla
1 carota
3-4 foglie di alloro fresco
1 spicchio di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
200 ml circa di acqua calda
qualche chiodo di garofano
sale
pepe
olio evo

Tritare la cipolla, il sedano, la carota e l'aglio e soffriggere in padella con un filo di olio, i chiodi di garofano e le foglie di alloro.
Aggiungere il macinato e lasciare cuocere per qualche minuto mescolando in continuazione.
Sfumare con il vino bianco e lasciarlo evaporare.
Aggiungere l'acqua calda, salare e peparare.
Dal momento del bollore, abbassare la fiamma al minimo, coprire con un coperchio e lasciare cuocere per almeno 3 ore.
Poco prima di terminare la cottura del ragù, portare a bollore abbondante acqua salata dove cuocere i bigoli per una decina di minuti.
Scolare i bigoli e servirli con il ragù di anitra.



Totani alla mediterranea


Eccola qui la ricetta con il totano... non la ricordavo e non la trovavo. E per forza... era tra le ricette da postare, là infondo al dimenticatoio... Gallina sciocca e disordinata.
Felice di pubblicarla perchè è davvero un buonissimo piatto e perchè finalmente posso rifarla!!! 
Quando ho scattato questa foto, riproponevo il piatto in media... una volta a settimana. Poi, all'improvviso, ho smesso di farlo e come accade spesso, negli ultimi anni... dimentico. Dimentico gli appuntamenti, dimentico i compleanni, dimentico cosa è finito in casa, dimentico perchè ero andata in quella stanza a prendere... cosa? Meno male che la tecnologia mi è venuta in aiuto perchè così il cell mi ricorda cosa ho in agenda, meno male che appunto post-it ovunque, meno male che mi sono costruita una lavagna gigante dove scrivere le cose che mancano in casa... e meno male che 13 anni fa ho pensato di aprire questo blog per appuntare tutte le mie ricette, altrimenti avrei perso dei piatti buoni come questo.


Ingredienti per 4 persone

8 totani

2 spicchi di aglio

3 cucchiai di pangrattato

1 cucchiaio di prezzemolo tritato

32 olive (3 per totano)

aceto agrodolce (o aceto bianco)

salsa di pomodoro a piacere

peperoncino

sale e pepe


Pulire i totani, dividerli dalle teste e metterli da parte.

Tagliare in piccole parti le teste dei calamari e mettere da parte. Tritare finemente 1 spicchio di aglio con le olive e il prezzemolo.

In un ampio tegame (dovranno starci tutti i calamari) mettere un paio di cucchiai di olio e soffriggere le teste dei calamari tagliare a pezzetti per un paio di minuti, sfumare con 1 bicchierino di aceto, quindi aggiungere il pangrattato. Quando il pangrattato avrà assorbito tutto il liquido, aggiungere il trito di aglio, prezzemolo e olive, un pizzico di peperoncino e cuocere per un paio di minuti.

Togliere dal fuoco e con il ripieno ottenuto riempire i totani e chiuderli con uno stuzzicadenti.

Riprendere la stessa padella, mettere un filo d'olio, un aglio intero e una volta imbiondito quest'ultimo, aggiungere la passata di pomodoro salata e pepata e cuocere per un paio di minuti.

A questo punto aggiungere in padella i totani, sfumare con un altro bicchierino di aceto, coprire e lasciare cuocere per 20 minuti avendo cura di rigirarli a metà cottura


Torta alle noci


Pubblico questa ricetta provata lo scorso autunno.
Forse siamo ancora in tempo anche se è già scoppiato il caldo?
Io credo di si.... anche perchè rientra nella serie dei "dolci per colazione" e magari senza farina. 
E voilà. La torta di noci senza farina.
Questo è un pò più laborioso del solito però sono tutti passaggi molto semplici.
Più che un dolce per colazione, trattasi di un vero e proprio pasto, però, se poi ti aspettano 5 ore di scuola o 1 giornata in piedi, lo sforzo è giustificato.



Ingredienti per l'impasto:

6 uova

140 gr di zucchero

sale un pizzico

140 gr di noci tritate

1 cucchiaio di run

50 gr di pangrattato


Ingredienti per la farcitura:

150 gr di burro vegetale senza lattosio

40 gr di zucchero a velo

70 gr di noci tritate grossolanamente

3 cucchiai di caffè

gherigli per la decorazione


Dividere i tuorli dagli albumi e in una planetaria (o con l'ausilio delle fruste) montare i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare compatti e spumosi. A parte montare gli albumi con un pizzico di sale.

Aggiungere al composto dei tuorli, le noci tritate finemente, il rum e il pangrattato e mescolare dal basso verso l'alto. Quindi aggiungere i tuorli montati a neve e ripetere l'operazione.

Imburrare uno stampo a cerniera da 28 cm circa e versare il composto. Infornare a forno caldo 180° per 40 minuti.

Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di togliere dallo stampo.

Nel frattempo, preparare la farcitura. Sempre con la planetaria, unire lo zucchero al burro e montare, quindi aggiungere il caffè e per finire le noci tritate. Se il composto risultasse troppo liquido, porre in freezer per una decina di minuti fintanto che non si rapprende e diventa semi solido per riuscire a spalmarlo senza che coli.

Riprendere il dolce e tagliare a metà; nella base, spalmare metà della farcitura e con la crema restante spalmare la superficie e i lati. Infine, decorare a piacimento con le noci.

Questo dolce deve essere servito freddo e si mantiene in frigo per 3 giorni al massimo.


Polpette con latte di cocco e curry


Vi capita mai di andare al supermercato, venire attirati da un ingrediente che lì per lì non conoscete e di prenderlo senza avere la benché minima idea di come e quando lo userete? Ecco, la scoperta del latte di cocco è avvenuta così. Sono assolutamente sincera quando scrivo che prima di oggi non avevo mai pensato di inserirlo in una mia ricetta. Quando al supermercato ne avevo preso la confezione, lì per lì pensavo al classico pollo al curry, tuttavia, come ormai mi capita sempre più spesso, ho improvvisato e ne è uscito qualcosa di buono, ma così buono che questo piatto si merita di essere tra i nostri piatti di famiglia da ripetere almeno, almeno, 1 volta al mese, se non di più.


Ingredienti per 4 persone

700 gr di macinato di carne mista

1 cipollotto grosso (oppure 2 di sottili)

pane grattugiato quanto basta

1 pizzico di sale

1 pizzico di pepe

200 ml di latte di cocco

200 ml di brodo vegetale

1 cucchiaino di curry 

prezzemolo tritato  


Tritare il cipollotto e imbiondire in una padella. Nel frattempo, mettere il macinato in un recipiente, salare e pepare non appena il cipollotto sarà pronto, unire anche quest'ultimo. Aggiungere un paio di manciate di pane grattugiato e mescolare il tutto. Formare delle polpettone della grandezza desiderata e rosolare in padella fino a doratura. 

Nel frattempo, mescolare tra loro il latte di cocco, il brodo e il curry e aggiungere alle polpette ben sigillate. Una volta aggiunto, abbassare la fiamma e fare cuocere per altri 8-10 minuti prima di servire.

 

La fougasse


Di pane, in qualsivoglia forma, ne ho sfornati tanti. Creare il panetto lasciarlo lievitare ore e ore, quasi dimenticandosi di averlo riposto in qualche angolo della cucina con sopra un canovaccio umido, affondarci le mani dopo la lievitazione per lavorarlo ancora sul piano di legno sporco di farina e non da ultimo, infornarlo e invadere la casa di profumo di pane; ecco, tutto questo è tra le poche cose che mi danno veramente una grande gratificazione in cucina. Ma c'è pane e pane; alcuni ti soddisfano anche quando ci affondi i denti ma, altri, dopo averci lavorato ore, anche un pò meno. Tuttavia uno dei miei pani preferiti rimane sempre lui, sua maestà, la focaccia.

Ed è un mondo tutto a sè è quello della focaccia. Ne ho mangiata tanta, tantissima nel mio ultimo viaggio in Toscana. Dire che mi piaccia è superlativo. E dalla Toscana alla Liguria il passo è breve ma il gusto della focaccia cambia completamente, nonostante le accomuni la versatilità.
Versatilità... invece, è un aggettivo che non posso dare alla focaccia provenzale francese, perchè, nonostante sia  un pane che non ha nulla da invidiare alle cugine italiane, vanta la sola eccezione che va mangiata da sola e possibilmente appena sfornata. Puro piacere...
Ho voluto scegliere questo pane per la caratteristica forma che alcuni attribuiscono alla spiga di grano e altri, come la sottoscritta, ad una foglia... magari, proprio quella dell'albero di ulivo.
Pertanto, quale migliore occasione di servirla se non proprio il giorno di Pasqua? 

Ingredienti:

300 gr di farina 00

100 gr di farina di tipo 1

sale 1 cucchiaino

10 gr di lievito fresco per 2-3 ore di lievitazione (oppure 5 gr per lievitazione lenta)

50 ml di olio

270 ml di acqua tiepida


in una ciotola mescolare le farine con il sale. A parte sciogliere il lievito nell'acqua che andrà aggiunta un pò per volta fino a formare un impasto liscio e omogeneo. Versare l'impasto sul piano di lavoro e aggiungere metà dell'olio indicato e impastare per 5/10 minuti. Infarinare l'impasto e lasciare lievitare in una ciotola pulita per 2-3 ore oppure tutta la notte con metà lievito (preferibile).

Riprendere l'impasto e dividere in tanti pezzi. Stendere con le mani abbastanza sottili e dare la forma di una foglia ad ogni pezzo da adagia su una teglia con carta forno. Lasciare riposare per 10 minuti. Riprendere le foglie, tirare leggermente pe assottigliarle senza togliere dalla teglia, spennellare con l'olio rimasto abbondantemente e con un coltello fare delle incisioni sulla foglia (per dare il senso della foglia) e allargare leggermente l'incisione centrale. Quindi salare leggermente.

Infornare a 220° per 20 minuti.

Fesa di tacchino ripieno ai fichi secchi


State già pensando al menu di Pasqua?
Per quel che mi riguarda... ancora no. Tuttavia, metto giù questa ricetta con ingredienti facilmente  reperibili anche per il periodo pasquale perchè i fichi non sono freschi, bensì secchi e quindi acquistabili ovunque. 
Diciamo che questo non è un piatto per tutti. Non perchè lo possano mangiare solo palati sopraffini, ma perché, non a tutti piace il connubio dolce-salato. Per quello che mi riguarda, essendo uno spirito con una mente molto aperta riguardo al cibo (assaggerei anche gli insetti se mi si presentasse l'occasione), io adoro l'accostamento in questione. Il maiale con le albicocche o le prugne, il formaggio con le confetture (si... quando potevo mangiarlo), la pizza con le pere e il gorgonzola e avanti così all'infinito. 
Si beh, insomma, sicuramente, servito il giorno di Pasqua, farà la sua bella figura e piacerà a più di qualche commensale. Quindi... a te che leggi, se sei arrivato a spulciare questa ricetta, vuol dire che potrebbe allettarti l'idea. Cos'altro posso dirti per convincerti? A parte che se ti fai preparare la carne dal macellaio, se prendi dei fichi buoni e per una volta, che costano un pochino di più, e se hai voglia di cimentarti nel tuo primo arrosto farcito home-made.... Non mi resta che dirti che poi verrai a scrivermi che era BUONISSIMO.


Ingredienti per 6 persone

1 fetta di fesa di tacchino battuta da 800 gr

15 fette di pancetta stesa a fette sottili

2 rametti di timo 

2 ciuffi di salvia 

2 rametti di rosmarino

150 gr di fichi secchi

500 gr di cipolline 1 foglia di alloro

1/2 bicchiere di vino bianco

sale e pepe


Stendere le fette di pancetta su un foglio di carta forno oliato e sistemarci sopra la fetta di tacchino ben stesa, salare pepare e distribuire su tutta la superficie i fichi tagliuzzati con il trito di salvia, rosmarino e timo.

Arrotolare la carne facendo in modo che la pancetta la avvolga completamente e legare l'arrosto con qualche giro di filo da cucina con un rametto di rosmarino.

Sistemare l'arrosto in una teglia e coprire con un foglio di carta forno, infornare a 190° per 30 minuti.

Nel frattempo, rosolare a parte le cipolline con un filo di olio e la foglia di alloro. Salare, pepare e sfumare con i vino bianco fintanto che non evapora.

Trascorsi i 30 minuti di cottura dell'arrosto, aggiungere le cipolline e riportare in forno per altri 15 minuti.

Servire tagliato a fette spesse 1 cm con le cipolline come contorno.