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Crackers di semi


Ormai le provo tutte pur di non mangiare il glutine. A volte, spesso... è più forte di me e ci casco fintanto che il mio corpo (visto che la sottoscritta non sà farlo) non urla STOP. E il suo urlo è così chiaro che ne pago quasi sempre le conseguenze.

Tuttavia, ogni tanto, trovo qualche ricetta, di qualche cosa di sfizioso, che per una golosa come va, calza a pennello. E questa è proprio una di quelle ricette.


Ingredienti 

(il totale dei semi per la dose di farina indicata qui di seguito è di 140 gr; si possono usare tutte le combinazioni di semi che si preferiscono)

25 gr di semi di sesamo bianco

25 gr di semi di lino

40 gr di semi di girasole

40 gr di semi di zucca

10 gr di semi di chia

30 gr di farina di grano saraceno

2 cucchiaio di olio di semi

75 ml di acqua bollente

1 cucchiaino di sale fino (meglio se in fiocchi)


Mettere tutti i semi in una ciotola e aggiungere l'olio e la farina, mescolare con un cucchiaio di legno e quindi aggiungere l'acqua bollente fino ad ottenere un impasto bagnato ma denso.

Trasferire l'impasta tra 2 fogli di carta forno e quindi stenderlo aiutandosi con un mattarello. Spostare i 2 fogli su una teglia e rimuovere quello superiore.

Infornare per 55 minuti a 160° tenendoli sempre sotto controllo perchè non brucino.

Una volta cotti, lasciare raffreddare e quindi spezzettare con le mani.


Insalata di patate e fagiolini


Non la si può chiamare la classica insalata di patate e fagiolini perche è molto di più e il merito è della salsa fatta con maionese e senape. Il resto, meglio scoprirlo da soli.


Ingredienti x 4 persone:

4 patate medie

300 gr di fagiolini

4 uova

4 cucchiai di maionese

1 cucchiaio di senape

1 cucchiaio di olio evo

1 cucchiaio di aceto agrodolce

1 cucchiaio di acqua bollente

pepe bianco

sale

erba cipollina 


Pelare le patate, tagliarle a spicchi e cuocerle al vapore.

A parte, in una casseruola di acqua bollente salata, cuocere per 10 minuti i fagioli e quindi scolare in acqua ghiacciata perchè non perdano il colore.

Cuocere per 5 minuti le uova dal momento del bollore.

Per la salsa, unire la maionese, la senape, l'aceto, l'acqua bollente, l'olio, un pizzico di sale, una macinata di pepe e un pò di erba cipollina fresca tagliata finemente.

Nel piatta da portata, iniziare con i fagioli, poi le patate e per finire le uova tagliate a quarti. Condire con la salsa e servire subito.

La paella


Per forza di cose devo ricordare questa ricetta che mi lega a lei non solo per quanto mi piace, ma soprattutto perché racchiude un ricordo. Quello di Vittorio. 

Vittorio era mio zio, fratello di mio papà e che tra tutti gli zii, maschi, (io ne ho avuti ben 12) è stato quello che ho amato di più. Aveva l'appartamento proprio sopra al nostro ma praticamente la sua vera casa era il garage, nel quale aveva ricavato una taverna, un bagno, una dispensa e una cantina con la porta rotonda a forma di botte e che mi ricorda, ora, una casa Hobbit. Quello era il suo meraviglioso mondo, dove esisteva solo il buon vino, gli amici e la paella, di cui era maestro. Quello che in realtà mi piaceva di lui, passioni a parte dettate da una grande personalità, era il fatto che quando arrivavo a casa (notte fonda a parte), lui era sempre la prima persona che mi accoglieva... anzi, accoglieva tutti. Era un pò il portiere dello stabile. Non gli mancava di scambiare una parola con chiunque entrasse da quel portone ma soprattutto era generoso di sorrisi a 365 denti che gli illuminavano gli occhi. Quando arrivavo, ficcavo la testa in garage e gli urlavo "zioooo..... i miei sono a casa?" e immancabilmente lui aveva la risposta pronta, perché nulla gli sfuggiva.

Quel portone ormai chiuso da anni, mi fa sentire ancora di più la sua mancanza e, irrimediabilmente, mi fa sentire la nostalgia della mia infanzia e della mia adolescenza. 

Motivo in più per amare tanto questo piatto. 

Tuttavia, da bischero quale era, lo zio si è portato con se anche il segreto della sua ricetta e quindi ho dovuto testarne qualcuna fatta da me prima di trovare quella che mi ricordasse quella che mi preparava lui, motivo per cui non ho esitato ad appuntarmela.

Ingredienti per 4 persone:

250 gr di costine di maiale tagliare a piccoli pezzi

200 gr di salamella

2-3 sovracoscie di pollo

300 gr di totani

1 kg di cozze

500 gr di vongole

7-8 scambi per guarnire

250 gr di riso parboiled

aglio

olio evo

sale

1 bicchiere di vino bianco secco

1 cipolla

1/2 peperone rosso

100 gr di piselli

1 bustina di zafferano

2 cucchiaini di paprika

pepe

prezzemolo

per il brodo:

1 cipolla

sedano

1 carota

1 pezzo di gallina


Almeno 3 ore prima preparare il brodo con sedano, carota, cipolla e gallina e fare cuocere per almeno 2 ore.

Nel frattempo, privare le sovracoscie della pelle e tagliare a piccoli pezzi. Tagliare anche la salamella a bocconcini.

Nella padella in cui si farà poi la paella, fare cuocere tutta la carne con un filo di olio. Ci vorranno 30 minuti al massimo. Una volta cotta, togliere dalla padella e mettere da parte.

Tagliare ad anelli i calamari e a metà la testa di quest'ultimi.

Cuocere le vongole e le cozze con una sfumata di vino bianco, qualche spicchio di aglio e coperte fintanto che si aprono. Sgusciarle tenendone da parte qualcuna con il guscio (sia vongole che cozze) per la guarnizione finale. Filtrare l'acqua e tenere da parte (sarà il brodo di pesce).

Affettare il peperone e la cipolla finemente.

Nella padella per paella mettere un filo di olio e fare saltare la cipolla e i peperoni, quindi aggiungere i totani, salare e cuocere coperto per 10 minuti circa.

Aggiungere il riso e tostare, quindi aggiungere un pò di brodo di carne caldo e un pò di brodo di pesce.

Aggiungere circa 3/4 della carne e mescolare per qualche minuto.

Aggiungere i piselli e cuocere per qualche minuto avendo cura di aggiungere brodo ogni qualvolta che il riso si asciuga.

Aggiungere cozze e vongole senza guscio e lo zafferano sciolto in un mestolo di brodo.

Continuare così alternando brodo di carne a quello di pesce quando il riso si asciuga.

Spolverare con generosità di paprika e assaggiare per regolare di sale.

A questo punto aggiungere ancora brodo di carne per non fare attaccare il riso alla padella e quindi disporre sopra il riso la carne avanzata, cozze e vongole con il guscio e senza toccare nulla, né mescolando, aggiungere ancora brodo e tutto il restante brodo di pesce.

Da ora in avanti, la paella non andrà più toccata ma a bisogno di potrà aggiungere un pò di brodo per portare il riso a cottura e lungo i bordi, tra riso e padella dovrà formarsi la famosa crosticina degli zuccheri che caramellano.

Una volta pronta, decorare con gli scampi precedentemente sbollentati, pepare, spolverare di prezzemolo e lasciare asciugare. La paella non va mangiata subito e non va mangiata bollente.




Sciroppo per la tosse homemade


Reduci di un'uscita al mare fuori stagione (ma il fascino del mare d'inverno è qualcosa di impareggiabile), a Camilla si è scatenata la tosse. Era tardi e con le farmacie chiuse mi sono imbattuta in questa "pozione" che non solo ha invaso di profumo di agrumi tutta la casa, che non solo è buona, ma soprattutto ha calmato la tosse per almeno 12 ore. 

Ingredienti:

500 ml di acqua

1 limone non trattato

7 foglie di alloro

un pezzetto di zenzero (io avevo solo quello in polvere e ne ho utilizzato 1 cucchiaino)

250 gr di zucchero


Pelare e affettare lo zenzero e lavare e tagliare a fette il limone.

In un padellino mettere l'acqua, il limone, lo zenzero e le foglie di alloro e portare a bollore.

A questo punto versare tutto lo zucchero, mescolare, e abbassare la fiamma per farlo sobbollire per 30 minuti o fintanto che il liquido si sarà dimezzato.

Filtrare in una bottiglietta, lasciare che raffreddi e quindi conservare in frigo.

Somministrare 1 cucchiaio al mattino e 1 alla sera.

Avocado Toast


Ecco un piatto che mangerei all'infinito. Tre versioni di toast con avocado, buoni uno più dell'altro. Il mio preferito rimane sempre quello più fresco nella versione con i pomodori, ma non sarebbe lo stesso se non ci fossero stati anche gli altri 2.


Ingredienti:

1 avocado

9 fette di pane in cassetta senza glutine e senza lattosio

1 pomodoro cuore di bue

salmone affumicato

3 uova

sale 

olio

lime

pepe


Schiacciare la polpa di avocado con una forchetta tenendo da parte 3 fette e condire con il succo di mezzo lime, sale e olio e mettere da parte.

Tagliare i pomodori a fette e mettere da parte.

Spezzettare il salmone e mettere da parte.

In una padella con un filo di olio cuocere 3 uova all'occhio di bue avendo cura di salarli e peparli. Mettere da parte.

Tostare il pane da ambo i lati

Assemblare 3 fette di pane con:

crema di avocado e pomodori

Assemblare 3 fette di pane con:

crema di avocado, salmone e una fetta di avocado

Assemblare 3 fette di pane con:

crema di avocado e un uovo




Patate alla greca

 


Il limone... Questo piccolo scrigno che racchiude in sè tante proprietà.
L'uso che ne faccio io, di solito, è abbastanza elementare... ne faccio un'acqua aromatizzata con il limone tagliato a fette, messo in una brocca capiente con qualche fogliolina di menta fresca o di erba luigia, ricoperto di acqua e poi lasciato in frigo per almeno 4-5 ore prima di  dissetarmi nelle calde giornate estive.
C'è di meglio? Si... la mia versione delle patate greche. Provatele e poi le classiche patate al forno non saranno più le stesse.


Ingredienti:

500 gr di patate
succo di 1 limone
bucce di 1 limone
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di origano secco
sale qb
pepe qb
olio extra vergine di oliva qb

Lavare, sbucciare e affettare le patate a spicchi e tuffarle in una ciotola piena di acqua.
Spremere il limone e versare il succo in un mixer con la pari quantità di olio e frullare il tutto
Togliere le patate dalla ciotola, asciugarle e metterle in una busta capiente di plastica per alimenti aggiungendo il mix di olio e limone, le bucce del limone e  l'origano.
Riporre in frigo e lasciare marinare per 1 ora almeno.
Versare tutto il contenuto della busta in una pirofila avendo cura di eliminare le bucce del limone.
Salare, pepare e infornare a 190° per quasi un'ora (controllare la doratura)
A metà cottura, rigirare le patate.
Servire con una piccola spolverata di origano.


Acque aromatizzate... per tutti gusti

 


Per chi beve tanta acqua come la sottoscritta, l'acqua aromatizzata è davvero una buona alternativa oltre che un toccasana. Dissetante, fresca, dai mille gusti, ricca di vitamine... devo continuare?

Quello che serve per realizzarle è solo un pò di fantasia. Io amo abbinare la frutta alle erbe aromatiche, ma ce ne sono davvero per tutti i gusti e da servire in molte occasioni. Durante un aperitivo, nei caldi pomeriggi estivi, in una borraccia in ufficio o durante un fresco pic-nic. 

E poi, sono belle da vedere con il verde delle aromatiche e i colori vivaci della frutta sono un tripudio per gli occhi, specie se servite direttamente nella brocca in cui hanno riposato per almeno 4-5 ore in frigo con bicchieri pieni di ghiaccio.

Non resta che provare...

Quelle che propongo io sono 5 versioni che ormai sono un must a casa mia.


ACQUA AROMATIZZATA ALl'ARANCIA, LIMONE E ROSMARINO

Ingredienti:

1/2 arancia non trattata

1/2 limone non trattato 

2 rametti di rosmarino

1 lt di acqua

1 cucchiaio di zucchero


Tagliare a fette la frutta e inserire in una brocca con il rosmarino, lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.



ACQUA AROMATIZZATA CON MELA E CANNELLA

Ingredienti:

1 mela

1 stecca di cannella

1 cucchiaino di zucchero

1 lt di acqua


Sbucciare la mela e tagliare a fette. Inserire in una brocca con la stecca di cannella, lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.




ACQUA AROMATIZZATA DI MENTA E LIMONE (la mia preferita)

Ingredienti:

1 limone non trattato

5-6 cime di menta fresca (piperita o campestre)

2 cucchiaino di zucchero

1,5 lt di acqua


Tagliare a fette il limone e inserire in una brocca con la menta, lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.



ACQUA AROMATIZZATA DI ALBICOCCHE E LIME

Ingredienti:

3-4 albicocche

1 lime

2 cucchiaini di zucchero

1,5 lt di acqua


Tagliare a fette la frutta e inserire in una brocca con lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.




ACQUA AROMATIZZATA DI PESCHE ED ERBA LUIGIA

Ingredienti:

1 pesca

2 rametti di erba Luigia

2 cucchiaini di zucchero

1,5 lt di acqua


Tagliare a fette le pesche e inserire in una brocca con l'erba luigia, lo zucchero e l'acqua. Mescolare delicatamente e riporre in frigo per almeno 4 ore prima di consumare.





Torta alle noci


Pubblico questa ricetta provata lo scorso autunno.
Forse siamo ancora in tempo anche se è già scoppiato il caldo?
Io credo di si.... anche perchè rientra nella serie dei "dolci per colazione" e magari senza farina. 
E voilà. La torta di noci senza farina.
Questo è un pò più laborioso del solito però sono tutti passaggi molto semplici.
Più che un dolce per colazione, trattasi di un vero e proprio pasto, però, se poi ti aspettano 5 ore di scuola o 1 giornata in piedi, lo sforzo è giustificato.



Ingredienti per l'impasto:

6 uova

140 gr di zucchero

sale un pizzico

140 gr di noci tritate

1 cucchiaio di run

50 gr di pangrattato


Ingredienti per la farcitura:

150 gr di burro vegetale senza lattosio

40 gr di zucchero a velo

70 gr di noci tritate grossolanamente

3 cucchiai di caffè

gherigli per la decorazione


Dividere i tuorli dagli albumi e in una planetaria (o con l'ausilio delle fruste) montare i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare compatti e spumosi. A parte montare gli albumi con un pizzico di sale.

Aggiungere al composto dei tuorli, le noci tritate finemente, il rum e il pangrattato e mescolare dal basso verso l'alto. Quindi aggiungere i tuorli montati a neve e ripetere l'operazione.

Imburrare uno stampo a cerniera da 28 cm circa e versare il composto. Infornare a forno caldo 180° per 40 minuti.

Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di togliere dallo stampo.

Nel frattempo, preparare la farcitura. Sempre con la planetaria, unire lo zucchero al burro e montare, quindi aggiungere il caffè e per finire le noci tritate. Se il composto risultasse troppo liquido, porre in freezer per una decina di minuti fintanto che non si rapprende e diventa semi solido per riuscire a spalmarlo senza che coli.

Riprendere il dolce e tagliare a metà; nella base, spalmare metà della farcitura e con la crema restante spalmare la superficie e i lati. Infine, decorare a piacimento con le noci.

Questo dolce deve essere servito freddo e si mantiene in frigo per 3 giorni al massimo.


Fesa di tacchino ripieno ai fichi secchi


State già pensando al menu di Pasqua?
Per quel che mi riguarda... ancora no. Tuttavia, metto giù questa ricetta con ingredienti facilmente  reperibili anche per il periodo pasquale perchè i fichi non sono freschi, bensì secchi e quindi acquistabili ovunque. 
Diciamo che questo non è un piatto per tutti. Non perchè lo possano mangiare solo palati sopraffini, ma perché, non a tutti piace il connubio dolce-salato. Per quello che mi riguarda, essendo uno spirito con una mente molto aperta riguardo al cibo (assaggerei anche gli insetti se mi si presentasse l'occasione), io adoro l'accostamento in questione. Il maiale con le albicocche o le prugne, il formaggio con le confetture (si... quando potevo mangiarlo), la pizza con le pere e il gorgonzola e avanti così all'infinito. 
Si beh, insomma, sicuramente, servito il giorno di Pasqua, farà la sua bella figura e piacerà a più di qualche commensale. Quindi... a te che leggi, se sei arrivato a spulciare questa ricetta, vuol dire che potrebbe allettarti l'idea. Cos'altro posso dirti per convincerti? A parte che se ti fai preparare la carne dal macellaio, se prendi dei fichi buoni e per una volta, che costano un pochino di più, e se hai voglia di cimentarti nel tuo primo arrosto farcito home-made.... Non mi resta che dirti che poi verrai a scrivermi che era BUONISSIMO.


Ingredienti per 6 persone

1 fetta di fesa di tacchino battuta da 800 gr

15 fette di pancetta stesa a fette sottili

2 rametti di timo 

2 ciuffi di salvia 

2 rametti di rosmarino

150 gr di fichi secchi

500 gr di cipolline 1 foglia di alloro

1/2 bicchiere di vino bianco

sale e pepe


Stendere le fette di pancetta su un foglio di carta forno oliato e sistemarci sopra la fetta di tacchino ben stesa, salare pepare e distribuire su tutta la superficie i fichi tagliuzzati con il trito di salvia, rosmarino e timo.

Arrotolare la carne facendo in modo che la pancetta la avvolga completamente e legare l'arrosto con qualche giro di filo da cucina con un rametto di rosmarino.

Sistemare l'arrosto in una teglia e coprire con un foglio di carta forno, infornare a 190° per 30 minuti.

Nel frattempo, rosolare a parte le cipolline con un filo di olio e la foglia di alloro. Salare, pepare e sfumare con i vino bianco fintanto che non evapora.

Trascorsi i 30 minuti di cottura dell'arrosto, aggiungere le cipolline e riportare in forno per altri 15 minuti.

Servire tagliato a fette spesse 1 cm con le cipolline come contorno.

Focaccia di carote e ceci

 


La focaccia di carote e ceci è una ricetta leggera, con pochissimi grassi, soffice e soprattutto vegan e senza glutine. E' praticamente priva di grassi, ma se si desidera un risultato più focaccioso, basta ungere abbondantemente il fondo della teglia da forno o aggiungere qualche cucchiaio in più all'impasto. In alternativa, come ho fatto io, una volta raffreddata e tagliata a quadrati, l'ho farcita con olive e basilico, ma nulla vieta di aggiungere alici, pomodorini essiccati, formaggi (vegani) o insaccati. A casa è piaciuta così tanto che ha resistito meno di 2 ore sul bancone della cucina. Mia figlia più grande l'ha farcita con un formaggio spalmabile di riso, la piccola di casa l'ha mangiata mentre faceva i compiti e mio marito l'ha riposta in un contenitore e portata al lavoro per uno snack veloce. 
E anche questo mese, ricetta AILI fatta.


Ingredienti

300 gr di carote
300 gr di farina di ceci
200 gr di acqua
1/2 cipolla rossa
4 pizzichi di sale
3 cucchiai olio extra vergine di oliva
semi di papavero quanto basta
1 pizzico di paprika dolce

Pelare carote e cipolle, quindi tagliare a pezzi, inserire in un mixer e tritare finemente.
Trasferire il trito in una ciotola e unire 100 gr di farina di ceci e 100 gr di acqua e mescolare.
Aggiungere altri 200 gr di farina di ceci e la restante acqua e mescolare.
Dopo aver ben mescolato, aggiungere l'olio, il sale e la paprika.
Foderare una placca da forno e stendere l'impasto in uno strato di 2 cm e spolverare di semi di papavero.
Infornare a 180° per 15 minuti.
Cuocere a 200° in modalità grill per altri 15 minuti nella parte alta del forno.
Sfornare e aggiustare di sale e decorare a piacere.


Salmone al miele con arance


Quando penso alle arance, penso al mio ultimo viaggio in Sicilia.
Penso al mio arrivo in questa terra dopo un lungo viaggio di 17 ore. 
Ripenso a come sono stata accolta.
Penso a quel bellissimo giardino affacciato sul mare dove ho raccolto dalla pianta una profumata e dolce arancia vaniglia.
Penso che in quel momento fosse la cosa più buona che esistesse al mondo. Miele arancione plasmato dal sole e dall'aria di salsedine.
Nella mia mente, compare sempre questo bellissimo ricordo tutte le volte che prendo in mano un'arancia. E' come prendere tra le mani quel dolce sogno chiamato "Sicilia" e ne sarò per sempre legata.
Forse, dalla foto, non rendo onore a questo agrume, ma posso assicurare che tutti, al primo boccone, mi hanno detto: "oddio che buono".
Grazie ad AILI per questo tuffo nella memoria.


Ingredienti per 4 persone

4 filetti o 4 tranci di salmone

sale

pepe

miele mille fiori

1 arancia vaniglia (va bene anche un'arancia normale non trattata)

aglio

olio d'oliva


Dopo avere lavato e asciugato i tranci di salmone, foderare di carta forno una teglia e adagiare il pesce. 

Tagliare a metà un grosso spicchio di aglio e passarlo sulla polpa del salmone, sale, pepare e spalmare sulla superficie un pò di miele.

Lavare e tagliare a fette sottili un'arancia e adagiare le fette sul salmone, salare nuovamente, passare la superficie di tutti i tranci con un fio di olio e infornare a 180° per 18-20 minuti.




Alzavole al forno con ripieno di castagne

 


Voglio chiudere la parentesi "feste" con questa ricetta che il mio "amor" mi chiedeva di fargli dallo scorso Ottobre.
Premetto... non amo la selvaggina e nello specifico l'anatra visto che questo uccello appartiene proprio alla famiglia in questione. L'unica carne, per così dire "selvaggia", che mi aggrada è quella dei cinghiali, ma solo se fatta da sapienti mani toscane. Non posso dire di non avere provato la selvaggina fatta da chef con la C maiuscola, tutt'altro, perchè la prima volta che mi è stata servita era proprio stata cucinata da un cuoco bravissimo di un'antica osteria dei Colli Berici, tuttavia quel retrogusto amarognolo e il sentore di sangue non sono sapori che conciliano con il mio palato e quindi mi limito, se me lo chiedono, a cucinarla.
Anche se alzavole, anatre, cervi e quant'altro non rientreranno mai tra i miei piatti preferiti, ho ricevuto i complimenti per come ho cotto questo volatile, nonostante fosse la prima volta.

Ingredienti

4 alzavole
2 salsiccia
2 manciate di castagne già lessate e private della pelle
interiora del volatile
12 fette di pancetta stesa
sale in fiocchi
3 spicchi di aglio
bacche di ginepro qb
rosmarino qb
olio d'oliva
1/2 bicchiere di grappa

Io avevo delle alzavole già pulite e private delle interiora che però mi sono fatta dare a parte.

Prendere 1/2 delle castagne e tagliare grossolanamente. Tagliare grossolanamente anche le interiora. Togliere la pelle alla salsiccia e schiacciare con una forchetta. Unire i 3 ingredienti e mescolarli per formare il ripieno.
Dividere il ripieno in 4 parti, una parte per ciascuna alzavola e riempire.
Coprire ciascuna alzavola con 3 fette di pancetta stesa come da foto.


Mettere un filo d'olio in una teglia da forno e disporre le alzavole.


Aggiungere qualche rametto di rosmarino, qualche bacca di ginepro, gli spicchi di aglio in camicia, il resto delle castagne intere e per finire, bagnare il tutto con la grappa.
Per questa ricetta io ho scelto una grappa 24 carati della distilleria Poli, una grappa stravecchia con un retrogusto molto dolce, quasi vanigliato, ma un cognac, in alternativa, andrà benissimo.

Infornare a 180° per 1 ora coperto e per un'altra ora scoperto senza dimenticare di bagnare spesso la carne nella seconda ora.

Servire ancora calde.






Millefoglie di patate e merluzzo in teglia o scomposta


versione scomposta


Quando ormai si sono spente le luci sui pranzi del Natale ma la pancia è ancora piena, ci accingiamo all'ennesimo "pranzo conviviale", quello fatto di luccichii, di calici pieni di bollicine, quello che si protrae fino a mattina, tra abbracci (una volta) e fuochi d'artificio: il cenone di Capodanno.
La preparazione al Cenone ha sempre avuto, per me, un sapore diverso. Più intimo quello di Natale, eccessivamente sfarzoso quello di San Silvestro. Fatto di caldi maglioni con renne annesse uno, e di minigonne scintillanti l'altro. E così anche i piatti del cenone hanno rispecchiato questa mia predisposizione. Difficilmente mi rifaccio alla tradizione, tranne che nelle bollicine e ogni anno cerco di dare a questa cena un sapore diverso. Quest'anno andremo per il messicano. Ma questa è un'altra storia.
Per la ricetta AILI, invece, mi sono una pò contenuta e ho voluto seguire la tradizione che spesso vorrebbe il pesce sulle tavole di San Silvetro. Da buona vicentina, ho voluto portare in questo piatto un accenno di quello che è il piatto più tipico della mia provincia: il baccalà alla vicentina.  Per facilitare la cosa ho optato per il merluzzo fresco (rimembranze di quando ero piccola per farmelo mangiare) piuttosto che scegliere lo stoccafisso e aggiunto una nota moderna e soprattutto vegana.
Nulla a che vedere con l'originale ma in quanto all'essere buono posso andarne molto soddisfatta.



Ingredienti  per 2 persone

2 patate di media grandezza
olio evo
sale al rosmarino e timo
250 gr di merluzzo
sale
1 tazzina di latte vegetale di soia (senza lattosio)
1 manciata di parmigiano reggiano 30 mesi (senza lattosio >0,01)
sale 
trito di rosmarino fresco

Pelare le patate e tagliare a fette di 1/2 cm. Sciacquare le fette sotto l'acqua e sbollentare in acqua bollente non salata per 2 minuti.
Foderare di carta forno la placca del forno e disporvi le fette di patate senza che si accavallino. Spennelare di olio, salare con il sale aromatizzato e infornare a 200° gr fintanto che non saranno dorate.
Nel frattempo, cuocere in padella con un filo di olio, il merluzzo e coprire completamente con il latte fino a completo assorbimento di quest'ultimo. Spegnere il fuoco e aggiungere il parmigiano (a questa preparazione non va aggiunto sale perchè il merluzzo è di per sé un pesce molto salato)
Con tutti gli elementi a disposizione, assemblare il piatto, partendo con una fetta di patata, un cucchiaino di merluzzo e ripetere per altre 3 volte. Terminare con una spolverata di rosmarino fresco e un filo di olio. 

In alternativa, per un pranzo in famiglia, io ho optato per la classica millefoglie in teglia. 
Una volta pronti tutti gli ingredienti, ungere di olio una teglia e fare un primo strato di patate, procedere poi con il merluzzo, via via fino a riempire completamente la teglia e finire con il merluzzo. Una spolverata di parmigiano, un filo d'olio e in forno per 30 minuti, con grill per gli ultimi 5 fino a doratura. 


versione in teglia


 


Torta di mele e frutta secca senza glutine


 

Ho bandito tutte le cose confezionate dalla tavola della colazione, ho fatto scorta in dispensa di farina, lievito e zucchero, ho comprato un nuovo portadolci e ogni 2-3 giorni sforno una torta. Questa, fino ad ora, è la  più buona che abbia mai fatto per le nostre colazioni e me lo conferma la mia piccola Camilla che non ama le mele. Io, poi, avevo voglia di qualcosa di alternativo alla classica torta di mele e questa, devo ammettere che è davvero qualcosa si speciale.


Ingredienti per l'impasto:

200 gr di farina senza glutine

100 gr di olio di semi di girasole

100 gr di zucchero

2 mele

2 uova

la buccia di 1 limone

1/2 bustina di lievito per dolce

sale un pizzico


Ingredienti per la copertura:

25 gr di farina

50 gr di zucchero

50 gr di olio

la buccia di 1 limone

3 cucchiai di frutta secca a scelta (io ho optato per mandorle, noci e nocciole)


Tagliare a cubetti le mele e mettere in un tegame con un paio di cucchiai di olio di semi e 1 di zucchero. Fare caramellare in padella per 5 minuti. Spegnere e lasciare intiepidire.

Preparare la copertura inserendo tutti gli ingredienti in un mixer. Frullare grossolanamente e porre in frigo a raffreddare.

Per l'impasto, invece, in una terrina inserire lo zucchero con l'olio di semi e frullare. Aggiungere le uova e continuare a frullare fintanto non diventano spumose. Aggiungere quindi la farina, poi il lievito e per finire un pizzico di sale. Continuare a frullare fintanto che tutto il composto non risulterà lucido e omogeneo.

A questo punto, foderare una tortiera con carta forno bagnata e strizzata. Versare tutto l'impasto e livellare. Aggiungere le mele sopra l'impasto, ma senza schiacciarle nell'impasto. Per ultimo, distribuire su tutta la superficie, la granella di copertura, sempre senza schiacciare.

Porre in forno gia caldo a 160° per 50 minuti. Gli ultimi 20 minuti, avere l'accortezza di coprire il dolce con un foglio di alluminio per continuare la cottura senza che la copertura si bruci.

Sfornare e servire tiepido.












Torta parigina al cioccolato senza glutine


Ultimamente ho scoperto la pasticceria. Sarà la stagione, sarà il Natale ormai alle porte, sarà che la mia famiglia mangia a colazione solo dolci fatti in casa dalla Gallina, ma mi diletto sempre di più in biscotti e torte. E mentre pubblico questa ricetta, in frigo c'è un'esperimento di frolla senza glutine con burro di cocco che sta riposando. 
Ma la voglia di dolci mi assale anche mentre faccio shopping. Si, perchè ho perso il conto dei nuovi stampi per biscotti che ho comprato nell'ultimo periodo, di piccole e grandi sac-à-poche per decorare che mi sono comperata, di tartellette e quant'altro. Ogni volta che entro in un negozio di "gingilli" per la casa, mi perdo nel reparto pasticceria. Sarebbe calzato a pennello il viaggio che avevo programmato a Bressanone per Natale (causa COVID, annullato) perchè nei grandi centri del sud Tirolo i negozietti di questo genere pullulano e, cosa ancor più straordinaria, espongono cose che noi comuni mortali non troviamo dalle nostre parti. 
Ma torniamo al dolce di oggi. L'ho chiamata "torta parigina" perchè la cuoca che l'ha fatta, così l'ha venduta. Io ho cercato invano su Google se esistesse una torta parigina con le caratteristiche simili a questa, ma ahimè, non ho trovato nulla. Non mi resta che andare a Parigi? E' già in programma............... presto..... presto......
Nel mentre, in questi giorni di freddo intenso, consiglio a tutti questa meravigliosa torta che è, a mio avviso, il dolce al cioccolato più buono che io abbia mai assaggiato. Esagero? Forse, anzi, assolutamente si, ma non potendo mangiare prodotti con lattosio, fatico ad avere un confronto. Contrariamente alle mie abitudini e necessità, non ho sostituito nessuno degli ingredienti per adeguarli alla mia intolleranza al lattosio, pertanto... provatelo... è puro piacere e.............. senza glutine.

Ingredienti:

125 gr di burro vegetale senza lattosio

200 gr di cioccolato extra fondente (min 70%)

100 gr di zucchero

3 uova

50 gr di cacao amaro 

1 tazzina di caffè

1 cestino di lamponi


Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con il burro.

Nel frattempo, in una planetaria (o con le fruste elettriche) mescolare le uova con lo zucchero fintanto che il composto non risulterà molto denso e spumoso.

Aggiungere al composto il cioccolato fuso lentamente e mescolando lentamente senza smontare le uova e infine il cioccolato amaro setacciato e il caffè.

Versare il tutto in una teglia imburrata e infornare a 180 gr per 25 minuti al max.

Sfornare, lasciare raffreddare e quindi togliere dallo stampo.

Spolverare con cacao amaro e decorare con lamponi freschi.

Il dolce si mantiene per 3 gg in frigo d'estate e a temperatura ambiente d'inverno.


Biscotti al limone

 




Prime prove di Natale. 
Ieri mattina, scappone all'Ikea e tra le cose inutili che ho comprato, anche dei nuovi stampi di biscotti, assolutamente in tema Natale.
Camilla, nonostante il mal di gola, la febbre e i post tamponi (si ne abbiamo fatto addirittura 2) stamattina si è svegliata con il tarlo dei biscotti. Un pò l'ho tenuta a bada e poi subito dopo pranzo ho ceduto alle richieste e li abbiamo  fatti.
L'impasto è friabilissimo, classico di un senza glutine, tuttavia, nonostante ora siano completamente freddi, lo hanno mantenuto così come appena sfornato.
Consiglio di stendere l'impasto non troppo sottile proprio per evitare che si rompano.

Ingredienti

400 gr di farina senza glutine (se necessario aggiungerne)
200 gr di olio di semi di girasole
120 gr di zucchero
2 uova
1 fialetta di essenza vaniglia
1 limone non trattato
1 pizzico di sale

Mettere in una ciotola tutti gli ingredienti e impastare a mano o con la planetaria con l'ausilio della frusta a spirale. Terminare la lavorazione sul piano di lavoro.
Questo tipo di impasto non richiede riposto perchè non contiene burro, pertanto, stenderlo abbastanza spesso e con gli stampini ricavare varie sagome che vanno infornate a forno caldo a 200° per 8-9 minuti al max.



Filetto di maiale con crema di senape e yogurt



Finalmente, dopo quasi 2 anni, inauguriamo la nostra taverna. Ci ha fatto penare e non poco... In pieno primo lockdown nel febbraio del 2020, mio fratello faceva avanti e indietro con i pezzi della sua vecchia cucina come se fosse un contrabbandiere. A tempo perso, Nicola riesce a montarla e per giugno, finalmente, è pronta per essere usata, anche se incombe su tutti la pandemia. Quindi ci limitiamo a spegnere le luci e chiudere la porta in attesa di tempi migliori. Tuttavia, non sono arrivati i tempi migliori, ma l'esatto contrario... i peggiori e proprio di tempo si parla. Sul finire dell'estate, in Agosto, decidiamo per una domenica in montagna. Al ritorno, le tonalità del cielo erano tra il grigio scuro e il viola. Si scatena un temporale. Giusto il tempo di una doccia al nostro rientro e la pioggia fortissima allaga tutto l'interrato, taverna compresa. Non dimenticherò mai il rumore delle cascate di acqua che scendevano dalle finestre. Abbiamo impiegato 24 ore e 4 persone per asciugare dall'acqua e pulire dal fango tutto quello che c'era dentro e fuori dalla taverna (mobili compresi) e molti viaggi in discarica per buttare l'insolvibile, compresa la mia prima macchina da cucire. Ero così amareggiata che ho richiuso la porta e ho voluto solo dimenticare. E così dopo 14 mesi da quel triste evento, riaccendo le luci sulla nostra stanza e ricominciamo ad invitare parenti e amici. E per festeggiare l'evento, ho deciso di farlo con un signor piatto.
Non sono un'amante dell'arrosto perchè a volte non è proprio economico. Il filetto di maiale, invece, economico, ma soprattutto buono se preso dal macellaio di fiducia non ha nulla da invidiare ad un bel pezzo di vitello.
Per esaltarlo basta solo sigillarlo molto bene e concludere la cottura cuocendolo in forno  per non più di 15 minuti. Questo il suo segreto.


Ingredienti per 4 persone:

1 filetto da 600 gr circa

sale 

pepe

olio evo

timo

65 gr di senape (dolce)

125 gr (1 vasetto) di yogurt bianco di soia vegetale e senza lattosio

2 cucchiaini di succo di limone


Accendere il forno a 200°. Condire il filetto con sale e pepe e massaggiare.

In un padella antiaderente ben calda, scottare il filetto da tutti i lati per sigillarlo. Questo passaggio risulta fondamentale per mantenere tutti i succhi all'interno del filetto. Una volta fatto ciò, porre in forno con un filo di olio evo e qualche rametto di timo per 15 minuti.

Nel frattempo, in una ciotola, mescolare la senape, lo yogurt e il limone.

Trascorsi i 15 minuti, togliere dal forno il filetto e lasciare riposare per 1 minuto almeno, prima di tagliarlo a fette spesse 1 cm. Servire caldo, accompagnato con la salsa. 

Crespelle di castagne salate


Pieno autunno,  tempo di cose buone,  tempo di cose strong, tempo di comfort food che fanno bene all'anima e che sono conviviali, attorno ad un tavolo per il pranzo della domenica.

L'ingrediente di questo mese scelto da AILI è la castagna.

Di questo frutto amo 3 cose: andare nei boschi per raccoglierlo, sporcami le mani di nero per sbuccialo e abbinarlo in un piatto salato. Ed è quello che ho fatto.
Il risultato di questo piatto è qualcosa di sorprendente che cura la fame ma soprattutto l'anima.


Ingredienti:
180 gr di farina senza glutine
3 uova
450 ml di latte vegetale di soia senza lattosio e senza zucchero
250 gr di castagne
100 gr di gorgonzola senza lattosio (>0,01)
200 gr di guanciale a cubetti
1 bicchierino di grappa
4-5 foglie di salvia
100 gr di panna vegetale di riso senza lattosio
50 gr di grana senza lattosio (>0,01)
30 gr di burro vegetale senza lattosio
1 cucchiaio di pangrattato senza glutine
sale
pepe
olio evo

Incidere le castagne su di un lato per la lunghezza e sbollentare in acqua per 40 minuti dal bollore. Quindi sbucciare e tritare grossolanamente.
Sbattere le uova con un pizzico di sale, la farina e il latte versato a filo.
Con la pastella ottenuta fare le crespelle versando un mestolino di prodotto su una padella antiaderente già calda e spennellata di burro. Rivoltare dopo 30 secondi e cuocere ancora per qualche istante. Con la pastella si ottengono circa 15 crespelle.
Rosolare 150 gr di guanciale con la salvia tritata e quindi unire le castagne e sfumare con la grappa.
Unire il gorgonzola, 40 gr di grana e la panna e lasciare sul fuoco fino a completo scioglimento del formaggio.
Dividere il composto sulle crespelle e chiudere queste ultime a fazzoletto.
Disporre le crespelle su un piatto da forno e coprire con il guanciale rimasto, il grana, il pangrattato e un filo di olio.
Gratinare a 200° per 15 minuti al max.


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